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Livorno

Il Livorno contro una città intera

Renzo Marmugi
<b>GUERRIERO.</b> Andrea Luci, pilastro del centrocampo amaranto
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GUERRIERO. Andrea Luci, pilastro del centrocampo amaranto

A Pescara obiettivo tre punti per non scendere dal treno dei playoff

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 PESCARA. Uno spareggio in bocca al leone. Stadio Adriatico praticamente esaurito, sogni come un fiume in piena, una città per tifare. Il Pescara (52 punti) è settimo in classifica, a un punto dai playoff, il Livorno a quota 50, nel gruppetto con Padova e Crotone. Anche se il calendario dice che è una trasferta stasera "Monzon" e gli amaranto proveranno a sferrare un pugno da ko per non scendere dal ring della speranza. Il calcio prevede tre risultati, ma per gli ospiti ce ne sarà soltanto uno a disposizione: il 2 fisso.  Difficile, non una missione impossibile. Il Pescara neopromosso non perde in casa dal 13 novembre (1-2 con l'Ascoli), l'ultimo blitz del Livorno invece porta la data del 12 marzo, il 2-0 di Torino che costò la panchina a Papadopulo. Nel girone di ritorno gli amaranto si sono afflosciati, ma l'acuto di venerdì scorso con l'Atalanta ha avuto l'effetto di una medicina che Novellino spera miracoloso. Almeno sotto il profilo morale. Perché era la prima volta che il Livorno in questo campionato giocato sulle montagne russe riusciva a vincere in rimonta e soprattutto perché nel secondo tempo contro i nerazzurri si è vista una cattiveria agonistica sconosciuta prima. Una fame di risultato e una voglia di reagire inedite. Per questo sperare non costa niente, a patto che sul green abruzzese la difesa non si conceda amnesie - anche una potrebbe essere fatale - e che in avanti la coppia Danilevicius-Dionisi riesca a bombardare e a scuotere la rete difesa da Pinna.  Il Pescara in casa è forte, i biglietti a prezzi da discount (un euro per la curve) hanno trovato una risposta enorme in città, e allo stadio Adriatico stasera ci saranno più o meno ventimila spettatori. Un alleato in più per la squadra di Eusebio Di Francesco, che nel suo fortino sul mare ha raccolto tanto, 36 punti dei 53 totali. Segno che il fattore campo i biancocelesti lo sentono, e parecchio. Tutto il contrario del Livorno, più a suo agio nel modello esportazione rispetto a quando deve giocare al "Picchi" (25 punti interni, altrettanti conquistati fuori).  Squadra che vince non si cambia, dicevano ai tempi dei palloni marroni. Ma il proverbio calcistico ha tutto per essere ripetuto anche stasera, nel 4-4-2 che Novellino manderà in pista, con Salviato preferito nello spot di terzino destro a Bernardini, Schiattarella e Luci esterni e il tandem "DaDio" in attacco. A quattro partite dal traguardo ogni partita per il Livorno diventa una finale: quella di Pescara, uno scontro diretto, ancora di più.

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di Redazione web