Il Tirreno

Livorno

Novellino la presenta alla Mourinho

Dario Serpan
<b>CARICO. </b>Walter Novellino
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CARICO. Walter Novellino

«Credo nel verbo "to want". L'impresa è alla nostra portata»

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 LIVORNO. Volere in tutte le lingue del mondo. Volere fortemente un risultato, oltre la forza dell'avversario e le avversità di un momento non di certo idilliaco. «Credo nel verbo to want, perché vuol dire tante cose, ma soprattutto lo uso per dire che noi bisogna essere convinti di volere un risultato importante contro l'Atalanta». È il must di Walter Novellino, lanciato in conferenza stampa.  Stasera luci all'Armando Picchi, che non è San Siro ma di nerazzurro vedrà scendere una squadra in campo, ovvero quella che proprio a Livorno potrebbe festeggiare il ritorno in serie A. Anche se mancano cinque giornate, anche se l'Atalanta di Colantuono è orfana di Doni e Padoin (squalificati), il salto di categoria è ormai ad un passo.  «Sappiamo bene - introduce Novellino - che l'Atalanta ha due squadre e non ha problemi a sostituire gli assenti. Questi giocano stretti tra i reparti e sono sempre molto pericolosi, perciò dovremo essere molto attenti, ma abbiamo lavorato su questo e sono convinto che possiamo ottenere un buon risultato». La linea è tracciata e apre la carica verso il terzo anticipo serale consecutivo nell'agenda amaranto. Quella di stasera è l'ultima uscita nel mese di aprile, che fino ad oggi ha visto il Livorno raccogliere 2 punti in 4 partite, due delle quali perse in casa. La scia di rammarichi non è ancora smaltita e addirittura vien da più lontano, perché «se avessimo vinto contro Grosseto e Modena - dice il tecnico amaranto - il pubblico ci avrebbe sicuramente spinto di più in questa fase finale. Ora sta a noi dare qualcosa ai nostri tifosi, ma credo che contro l'Atalanta il pubblico risponderà bene. Sognare non è proibito, a partire da questa partita contro una squadra grande, ma a volte nella botte piccola c'è il vino buono».  Magari fosse un Novello che porta fortuna, ma intanto da questa botte restano fuori tre elementi (Surraco, Pieri e Belinghieri per infortunio), più Galabinov per scelta tecnica. Rispetto a una settimana fa rientrano Knezevic, Lambrughi, Barusso e Dionisi ed è probabile che vadano tutti in campo dal primo minuto. «Rientrerà Dionisi sicuramente - conferma 'Monzon' - mentre a centrocampo devo decidere tra Barusso e Parravicini. In difesa torna Lambrughi». Retroguardia quasi fatta, con esclusione di Antunes, provato in settimana a destra, ma su quella corsia agirà uno tra Salviato e Bernardini. Qualche indizio sul modulo? «Io resto ancorato ad un 4-4-2 e non posso cambiare modulo perché mi mancano gli esterni che rientrano. Le assenze di Pieri e Belinghieri pesano, come del resto quella di Surraco, perché a noi manca un esterno alto capace di saltare l'uomo. Ma d'altronde - conclude Walter Novellino - rispetto al girone di andata al Livorno manca anche un certo Perticone. Per fare punti adesso bisogna per forza verticalizzare e poi essere determinati a fare risultato».  

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