Gioco
«La grande opportunità di Livorno»
Aldo Della Nina
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UN REGALO A LIVORNO. A sinistra, il Gazebo alla Terrazza Mascagni A destra, Fausto Bonsignori Bonsignori punta sull'immagine della città: sfruttiamo questo incredibile spot
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LIVORNO. Poco meno di due settimane e il Giro d'Italia sarà in città. L'appuntamento è fissato per martedì 10 maggio con arrivo alla Terrazza Mascagni. La macchina organizzativa, anche in sede locale, sta ultimando i preparativi (domani alle 12 a Villa Henderson è prevista una conferenza stampa di presentazione di tutte le iniziative collaterali) e a pochi giorni dal grande evento facciamo il punto della situazione con Fausto Bonsignori, vicepresidente della Provincia con delega allo sport e alla cultura, colui che di fatto ha portato il Giro in città. Dunque, Bonsignori. È suo il merito della corsa rosa a Livorno dopo 30 anni. Come ha fatto? «Non è stato semplice. In lizza c'erano 80 località e solo una ventina sono state prescelte in una ricorrenza speciale: i 150 anni dell'Unità d'Italia». C'è un legame particolare con Angelo Zomegnan, patron del Giro? «No, nessun legame o corsia preferenziale. Zomegnan rimase colpito dall'accoglienza, dalla festa, dalla gente, dai tanti bambini che trovò a Livorno nel 2006 quando la nostra città fu sede di partenza di una tappa. Poi nel 2008 abbiamo avuto il Giro a San Vincenzo e ora a Livorno. Se nel mezzo ci mettiamo anche la Tirreno-Adriatioco dello scorso anno, beh, mi sembra che abbiamo ben completato il quadro». Ora però viene il difficile. «Guardi. Noi abbiamo lavorato bene. Devo fare i miei complimenti al comitato tappa, presieduto da Fabio Canaccini, per l'impegno, la costanza e la professionalità evidenziati. Tutto si è svolto nel migliori dei modi. Credo che sarà una grande festa e una splendida opportunità per Livorno e la sua immagine». I costi. Quanto è stato tirato fuori per avere il Giro? «Per l'arrivo 120.000 euro, mentre la partenza da Piombino vale tra i 40 e i 50.000 euro». Belle cifre, in questi tempi di vacche magre... «Sì, però c'è da considerare una cosa. Il Giro si porta dietro 2.000 persone che staranno qui, nella nostra provincia, per un giorno e una notte. La ricaduta sul territorio sarà subito di 200.000 euro. Poi arriveranno molti tifosi e appassionati. Livorno è l'unia sede toscana di arrivo di tappa. Sul percorso calcoliamo tra le 30 e le 40.000 persone che a Livorno magari un panino lo mangeranno, o no?». E per sistemare le strade quanto è stato speso? «Intorno ai 650.000 euro. La tappa si snoderà in città per 23 chilometri e l'intervento di maquillage era indispensabile. Non potevamo mettere a repentaglio l'incolumità dei corridori. Che figura avrebbe fatto Livorno se magari un ciclista cadeva per colpa di una buca? E comunque l'asfaltatura delle vie resterà un patrimonio della città. Non è una lavoro fatto esclusivamente per il Giro». Qualche mugugno, comunque, tra la gente c'è. «Di che tipo». Forse era meglio fare altre scelte, dare altre priorità. Insomma, c'erano strade messe un po' peggio dove intervenire. «Capisco e condivido questa considerazione. Ma bisogna valutare che l'evento Giro era troppo importante e avrà una ricaduta eccezionale su tutta la nostra collettività. Possiamo mettere in mostra le nostre eccellenze: il lungomare, la Terrazza, il Romito, Montenero, l'Accademia Navale. Non meno di tre milioni di persone vedranno la tappa alla Rai e le immagini tv, attraverso la vendita dei diritti, finiranno su altre 120 emittenti sparse in tutto il mondo. Uno spot del genere ha un valore non dico inestimabile, ma quasi». I disagi, però, non mancheranno: parcheggi, viabilità, sicurezza... «Beh, è logico che non sarà un giorno come gli altri però abbiamo cercato di trovare una soluzione per ogni problema grazie alla eccezionale collaborazione con Comune, Prefettura, forze dell'ordine. I livornesi saranno informati su tutto in maniera dettagliata. Ma i livornesi devono anche rendersi conto che questo è uno splendido regalo».
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