Il Tirreno

Livorno

C'era una volta il bunker

Daniele Marzi

In 2 anni il Livorno ha già perso 15 partite in casa

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 LIVORNO. Da roccaforte insepugnabile a praticello per le scampagnate. Questo è diventato negli ultimi anni il campo dell'Ardenza per le avversarie del Livorno, che con sempre maggiore facilità riescono ad uscire dall'Armando Picchi con in tasca l'intera posta in palio, ultimo in ordine di tempo il modesto Crotone, che non ha certo dovuto strafare per tornarsene in Calabria con tre punti in saccoccia.  Questa tendenza, putroppo, non riguarda solamente questo campionato. Per ritrovare un ruolino casalingo senza macchia bisogna risalire addirittura alla stagione 1993/'94 in C2. Ma se due, tre sconfitte casalinghe in una stagione ci possono anche stare, preoccupa il fatto che, negli ultimi anni, il Livorno ha spesso perduto più volte in casa che fuori. Quest'anno poi, il "mal d'Ardenza" pare essere ancor più acuto visto che, oltre a perdere sei partite, gli amaranto hanno addirittura vinto più volte fuori (6) che tra le mura amiche (solo cinque affermazioni di cui l'ultima, contro il Novara, oltre due mesi fa). Andando a ritroso nel tempo poi la situazione non migliora: l'anno scorso, culminato come tutti sappiamo, il Livorno ha perso ben nove partite in casa, ed anche due anni fa, in serie B, gli amaranto, prima con Acori e poi con Ruotolo, hanno perso in casa quattro volte, a fronte due sole sconfitte esterne (tre se si aggiunge quella col Grosseto nei playoff), rischiando di compromettere il ritorno in serie A proprio per lo scarso rendimento casalingo.  Lo stesso accadde l'anno della promozione in B con Jaconi: il Livorno, che fuori casa non perse mai, subì l'unica sconfitta stagionale proprio all'Ardenza contro lo Spezia, che poi fortunatamente rimase dietro fino alla fine.  Un dato su cui riflettere, visto che in passato il Livorno aveva costruito le sue fortune proprio nelle gare casalinghe. Un po' come sta facendo adesso il Varese, che non perde all'"Ossola" da quasi tre anni. Tanto per fare una esempio, nel campionato 2006/'07, il Livorno di Donadoni e Mazzone, subì solo tre sconfitte interne, e conquistà un più che onorevole sesto posto finale.  È vero che il calcio moderno è affetto da dei mali cronici, tipo il calo di spettatori generalizzato, che portano a contare sempre meno il fattore campo, ma un tempo neanche troppo lontano gli avversari, che dovevano affrontare il Livorno all'Ardenza, era come se iniziassero le partite già sotto di un gol. Dopo il derby con l'Empoli al Castellani, sarebbe bello poter ricominciare proprio con l'Atalanta a far valere la vecchia legge dell'Ardenza. Per farlo è necessario ritrovare quella concentrazione e solidità difensiva che nelle ultime partite non c'è stata. Anche perché, lasciando altri punti per strada, si rischia di restare invischiati in giochi pericolosi.

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