Il Tirreno

Livorno

Novellino, Spinelli e quel contratto

Alessandro Bernini
<b>MISTER. </b>12 punti in 11 partite per Walter Novellino
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MISTER. 12 punti in 11 partite per Walter Novellino

Avanti con "Monzon" fino a giugno, ma poi c'è la clausola del rinnovo

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 LIVORNO. Almeno non abbiamo fatto la fine dell'agnello. Niente Pasqua di resurrezione, ma di risveglio sì. E guardate che il pareggio di Empoli è molto più importante di quanto possa sembrare leggendo la classifica. Perchè? Semplice: in caso di sconfitta, il Livorno sarebbe caduto dalla crisi alla depressione. Come cadere dentro un pozzo senza trovare un appiglio. Una brutta situazione, che molti di questi giocatori avevano già vissuto lo scorso anno: chi a Livorno, chi a Mantova, chi ad Ancona, chi da altre parti.  Invece da Empoli è arrivato un importante segno di vitalità. Parliamoci chiaro: giocando come ha fatto al "Castellani", il Livorno non avrebbe mai perso contro Modena e Crotone. E forse ora sarebbe ancora lì a giocarsi qualcosa di importante.  Resta il problema del gol. Malattia abbastanza grave, non un raffreddore. Nelle ultime 4 partite il Livorno ha segnato 1 solo gol, oltretutto ininfluente e al 94' (con Tavano, contro il Crotone). Non sempre si potrà fare 0-0 in queste ultime 5 giornate.  Cosa chiedere adesso? Il presidente ha parlato di almeno tre vittorie per sperare ancora nei playoff. Se lo fa per motivare la squadra, allora va bene. Ma non è il caso di illudere e illudersi. Bisognerebbe fare 12-13 punti in 5 partite, e questa squadra ne ha fatti 12 nelle ultime 16. Molto meglio essere realisti, guardarsi dietro, e magari iniziare a programmare il futuro.  Caso-Novellino. Il pareggio di Empoli ha reso senza dubbio più solida la panchina di Novellino. Adesso nessuno gli chiede la luna ma solo di condurre il Livorno nel tranquillo porto della salvezza.  Avanti dunque con Novellino fino al 29 maggio. Ma dopo? Ecco, questo è uno snodo molto delicato. Più di un rumors ha riferito di colloqui abbastanza tesi la scorsa settimana tra Spinelli e Novellino. Un matrimonio nato tra braci e abbracci, ma le delusioni (sconfitte) scalfiscono anche i più grandi amori. In realtà Spinelli non avrebbe esonerato "Monzon" perché messo con le spalle al muro da un contratto blindato: Novellino infatti ha firmato un biennale, il che significa che è a libro paga del Livorno anche la prossima stagione.  Si fosse dimesso, sarebbe stata una storia diversa. Ma esoneralo voleva dire pagarlo ora (insieme a Pillon) e anche il prossimo anno insieme al nuovo allenatore. E, si sa, il presidente non ama pagare chi sta a casa.  Le cifre. Mani legate anche per la prossima stagione? Non proprio. Perché Spinelli potrà avere mille difetti, ma non certo quello di regalare i soldi. E ha fatto firmare a Novellino per la prossima stagione un contratto da 350mila euro in caso di promozione in serie A, che però crolla ad appena 150mila euro in caso di permanenza in serie B.  Visto che l'impatto di Novellino con la città non è stato per niente soft, una rescissione a giugno si può sempre fare. Senza grossi danni.  Nicola e Torrente. Visto che parliamo di allenatori, apriamo una brevissima parentesi sui primi nomi che già circolano per il futuro. Il più "caldo" è quello di Davide Nicola, 38 anni, oltre 160 presenze da calciatore nel Genoa di Spinelli come terzino sinistro. Nel 2010 ha terminato la carriera nel Lumezzane ed ha iniziato ad allenare proprio la società bresciana, da dove è stato preso Galabinov e sono stati mandati in prestito Volpato e Bencivenga.  L'altro è quello di Vincenzo Torrente, 45 anni, altro pupillo dell'era Spinelli al Genoa. Come allenatore ha iniziato nelle giovanili del Genoa, adesso si trova a Gubbio dove sta per vincere il campionato di Prima Divisione. Su di lui hanno messo gli occhi diverse società. Sia chiaro, sono allenatori che piacciono a Spinelli, poi è evidente che può succedere di tutto.  Tavano in panca. Chiusa la parentesi sul futuro e tornando al presente, un argomento molto delicato è la posizione di Ciccio Tavano. Non è un mistero che il presidente sia spesso perplesso delle prestazioni di Tavano, tant'è che lo stesso Ciccio un mese fa (prima di Torino, quando andava sempre in panchina) si recò direttamente a Genova per chiedere in sostanza «presidente, ma non gioco perché lei non vuole?»  A Empoli il presidente era molto soddisfatto della prestazione di Tomas, se contro l'Atalanta dovesse giocare la coppia formata da Danilevicius-Dionisi non ci sarebbe affatto da stupirsi. Anzi.  

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di Redazione web