Gioco
De Lucia: Spinelli mi parla alle spalle
dall'inviato Alessandro Bernini
«Dopo il Crotone mi incoraggiava, ma poi diceva ben altro»
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EMPOLI. Non era atteso, invece in extremis Aldo Spinelli ha deciso di salire in auto insieme al fido Siri per presentarsi a Empoli. Poca voglia di parlare prima della partita («vediamo quello che succede...»), una smorfia di rabbia quando D'Alessandro ha fallito quel gol incredibile. Alla fine un mezzo sorriso per il pareggio. «Ora vorrei almeno tre vittorie», confida prima di scendere nello spogliatoio. La qualità dei rapporti tra allenatore e presidente è direttamente proporzionale agli ultimi risultati, ma d'altra parte così gira il mondo. De Lucia "caldo". Di certo non le manda a dire De Lucia. Le sue sono parole che lasciano il segno: «È venuto il presidente da me a fine partita, mi ha detto "ti sei riscattato". Ma a parlare di questo argomento mi viene la nausea». La nausea? E perché? «Dopo la partita col Crotone, il presidente è venuto mi disse "non ti preoccupare, sei stato sfortunato, può capitare". Poi però ho saputo che alle mie spalle ha detto ben altre cose. Parole non certo di apprezzamento. E questo non mi va bene. Io sono abituato a dirlo in faccia quello che penso. Se voleva fare delle critiche, poteva dirmelo in viso. Ma ormai il presidente lo conosco, sono quattro anni che convivo con le sue parole. Lasciamo stare...». Si torna alla partita e al rigore. De Lucia rivela: «Ho aspettato fino all'ultimo prima di muovermi, ho visto Forestieri che stava per aprire il piatto del destro e così ho scelto la posizione giusta. L'ultimo rigore lo avevo parato lo scorso anno a Siena, a Maccarone. Mi fa piacere aver parato questo tiro perché ho restituito ai miei compagni ciò che gli avevo tolto la scorsa settimana. Con il Crotone stavamo facendo una buona partita, senza quell'errore sarebbe finita diversamente». La frecciata di Antunes. Non è serata di dichiarazioni banali. Il portoghese Antunes incassa gli elogi per la buona prestazione e spara: «Finalmente ho giocato nel mio ruolo, da terzino destro. Sono arrivato a gennaio e nel mio ruolo non sono mai stato utilizzato, neanche in allenamento. Mai. Sono un professionista e dunque mi adeguo a quello che decide il mister, ma io sono un terzino destro e in questa partita credo di aver dimostrato che posso dare una mano alla squadra se vengo utilizzato lì». Parole chiare. «Erano otto mesi che non giocavo una partita intera. Forse la condizione non era al massimo, ma la voglia di fare era grande. Anche la squadra mi sembra abbia disputato una buona partita». Splendido l'assist a D'Alessandro che poi si è divorato il gol. «Ho visto il suo taglio, l'ho servito, peccato...». Forse da Empoli torniamo a casa con un oggetti un po' meno misterioso. Se gioca nel suo ruolo.
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