Il Tirreno

Livorno

Il derby Bechi-Ramagli

Il derby Bechi-Ramagli

«Amici per la pelle, ma stavolta...»

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 1) Quale giocatore toglieresti sabato al tuo avversario?  Bechi. «Tutta la squadra tranne gli juniores. Ma soprattutto l'allenatore».  Ramagli. «Dixon, Robinson, Diawara, Tourè, Lang, Giovacchini, Maresca, Gallea, Pugi, Infante e Taylor. Così gioca lui, che non è proprio bravissimo...»  2) «Ci sono purtroppo serie probabilità che chi perderà questa partita retrocederà. Se fossi tu a vincere cosa dirai al tuo amico al fischio finale?  B. «Boia deh, la prossima volta il caffè lo pago io. Così siamo pari».  R. «Dopo questa gara ce ne saranno altre 4 e come si dice a Livorno "L'arrivo è al Vigorelli". Comunque se vincerò lo abbraccerò e se perderò farò altrettanto».  3) Pianigiani è più bravo o più fortunato?  B. «C'è una domanda di riserva?»  R. «Non si vince per 4 anni di seguito se non si è bravi».  4) Se è vero che è bravo come dicono, pensi che con la tua squadra sarebbe più in alto di te?  B. «Sì, anche perché più in basso della mia in questo momento - tengo a precisare in questo momento - è difficile. Siamo ultimi...».  R. «Non lo so. Ma non è questo dettaglio che cambia il mio giudizio su di lui».  5) E' vero che oggi per un allenatore conta più sapere l'inglese che sapere uno schema?  B. «Conta sapere lo schema in inglese».  R. «Non è vero. La cosa più importante è saper trasmettere ciò che conosci. La carta vincente è la capacità di comunicare».  6) Per un'ora sei al posto di Meneghin. Cosa cambi delle attuali normative del basket?  B. «Tutto libero. Chi sa gioca, chi non sa guarda. O fa l'allenatore, come il sottoscritto».  R. Una sola lega professionistica ispirata al concetto di "Franchigia" e una lega nazionale ispirata alla valorizzazione dei giocatori giovani. Ma la prima cosa che farei è un accordo privilegiato con il Ministero della Pubblica Istruzione per far diventare il basket "lo sport delle scuole". Ah, poi farei un abuso di potere....Livorno in serie A!!».  7) Mai più basket di vertice a Livorno?  B. «Spero vivamente di sì e con un triumvirato livornese al comando».  R. «La storia dice che tutte le grandi realtà che sono scomparse sono poi rinate. Anche per Livorno sarà così».  8) Avete lavorato insieme per tanti anni. Qual è il ricordo più bello?  B. «Le scorpacciate di lasagne a Biella, il giovedì sera davanti alla tv guardando l'Eurolega. Ale, Baiesi (allora ds di Biella, ndr) e io».  R. «1999/2000. Eravamo due sconosciuti ma avevamo un entusiasmo e un desiderio tale che la squadra riportò al PalaMacchia 4.000 persone. Mi vengono i brividi a pensarci».  9) E' vero che parlate di basket sempre, anche quando siete sui Pancaldi?  B. «Sì, anche perché il tempo per parlare di altro ormai è passato, per noi uomini di mezza età. Ma ogni tanto veniamo piacevolmente rapiti da qualche "distrazione" che attraversa il solarium».  R. «Certo. I Pancaldi in certi momenti diventano il centro del basket-mercato. Soprattutto verso le 3 del pomeriggio quando fa troppo caldo per fare la gabbionata e è troppo presto per fare il bagno».  10) Non è che sabato sera preferiresti essere da un'altra parte?  B. «No, anzi, è una vita che aspetto questo momento. Sarà una festa per noi due, comunque vada. L'ultima volta che abbiamo giocato uno contro l'altro era una partita allievi, molti kili e molti capelli fa. Se ora la rigiochiamo in serie A vuol dire che qualcosa di buono l'abbiamo fatta. Chi vinse? Non ve lo dico...».  R. «Assolutamente no. Queste sono le partite che danno un senso al nostro lavoro. Essere lì in mezzo al campo di battaglia con i tuoi uomini al fianco pronto a giocarti le tue possibilità. Se poi devi farlo contro un amico che stimi è ancora più bello».  11) C'è sempre una prima volta. Ma la prima volta da avversari doveva proprio capitare in un momento così drammatico?  B. «Siamo entrambi fanatici di Verdone. Lo famo strano, noi».  R. «Spesso non sei tu che decidi ma è la vita che sceglie per te. Doveva andare così. Comunque vada per Pasqua colazione insieme in Baracchina. Paga chi vince».  LIVORNO. Nella serie A di basket 2 allenatori sui 12 italiani sono livornesi di scoglio. Ma a differenza di Allegri e Mazzarri, che si filano poco, Alessandro Ramagli e Luca Bechi sono amici per la pelle anche se sabato sera, all'ora dell'aperitivo, saranno uno di fronte all'altro in una delle partite più drammatiche dell'attuale stagione. Sì perché, altra differenza con Allegri e Mazzarri che sono primo e secondo in classifica, Ramagli e Bechi sono stati chiamati a stagione in corso sulla panchina di due squadre, Teramo e Brindisi, praticamente alla canna del gas e anche se hanno vinto più dei loro predecessori le posizioni di classifica sono rimaste quelle. Penultimi gli abruzzesi, ultimi i pugliesi. Due punti di vantaggio per Teramo e un + 8 da difendere domani a Brindisi, non ci vuole la sfera di cristallo per prevedere che chi vince questa sorta di spareggio ha una buona fetta di salvezza in tasca, per chi perde se non è Legadue sicura poco ci manca.  Quella di domani è la loro prima volta contro, almeno da allenatori professionisti e non incrinerà un'amicizia solida come un blocco di cemento. Ogni volta che il lunedì ha consentito la toccata e fuga a Livorno li si poteva trovare a prendere il caffè insieme in Baracchina Bianca e lì scambiarsi informazioni, consigli, pareri. Abbiamo loro proposto un'intervista doppia, a metà fra il serio e il faceto, perché Teramo o Brindisi che sia, Alessandro e Luca restano due livornesi veri e il gusto per la battuta non l'hanno perso davvero.

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di Redazione web