Il Tirreno

Livorno

«Niente miti, sono Luperi e basta»

Mario Orsini
<strong>BABY FENOMENO. </strong>Luperi
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BABY FENOMENO. Luperi

Fioretto d'oro e tanta grinta: «Montano e Baldini? Non assomiglio a loro»

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LIVORNO. Un trionfo dietro l'altro. In meno di nove mesi, nella categoria under 20 di fioretto, a livello mondiale ha vinto quasi tutto quello che c'era da vincere, comprese le Olimpiadi giovanili, individuali e a squadre a Singapore, il Campionato del Mondo individuale e l'argento a squadre ad Amman. E, tanto per gradire, anche la Coppa del Mondo. Un pò Aldo Montano, nell'esuberanza giovanile, un pò Andrea Baldini nell'impugnatura mancina del fioretto e nel fisico assolutamente normale. Ma molto se stesso. Tempo schermistico, velocità, grinta, determinazione e sete di successi le sue armi migliori, i suoi marchi di fabbrica. 

«Non m'ispiro e non penso di assomigliare a nessuno del mondo della scherma», dice. Edoardo Luperi, livornese doc, allievo del maestro Marco Vannini alle Fiamme Oro in viale Boccaccio, 18 anni il prossimo 11 settembre, guarda il mondo da lassù. Con gli occhi spalancati e ancora tanti sogni nel cassetto: sportivi e scolastici. La valanga di successi a livello giovanile, ampiamente metabolizzati, sembrano non aver pienamente appagato la sua fame di vittoria. La sua voglia di esserci e di gareggiare. Sempre e comunque. Chiusa, o quasi, la stagione under 20, è pronto a tuffarsi anche in quella assoluta. «Il prossimo appuntamento è a Foligno nell'Open assoluto. Poi andrò in ritiro, agli ordini del Ct Stefano Cerioni, per una settimana e mezzo a Norcia con la nazionale maggiore. L'obiettivo sono i campionati italiani di fine maggio a Livorno.

Mi piacerebbe fare una bella figura anche nella categoria senior», dice come fosse la cosa più naturale del mondo. «Anche a squadre, come Fiamme Oro siamo abbastanza competitivi e possiamo giocarcela anche le compagini italiane più forti come i Carabinieri, le Fiamme Gialle e l'Aeronautica. Insieme con me tireranno Simone Vanni e Tommaso Lari. Due fiorettisti davvero bravi. Sperare di salire sul podio non è un'utopia». Ma prima di guardare al futuro prossimo, Edoardo Luperi, fa un passo indietro al successo mondiale di Amman. «Dedico questa vittoria a mamma Patrizia e babbo Giorgio, poi alle Fiamme Oro e al mio maestro Marco Vannini. Un triangolo magico che mi permette di svolgere quest'attività di fiorettista in maniera serena». Nei suoi pensieri e nella sua quotidianità c'è tanta scherma ma anche altre cosine. Ragazze comprese. «Ogni giorno mi alleno quasi due ore in pedana e con il maestro Vannini. Inoltre almeno tre volte la settimana, con il professor Paganucci, curo la preparazione fisica al Campo Scuola e all'interno della Palestra della Polizia di Stato. Però mi piace anche studiare. Finora al liceo Enriques, dove frequento la classe quarta, sono sempre andato abbastanza bene. Mi piacerebbe fare l'Università, non è possibile di sola scherma». Sulla vita privata è più ermetico.

«Qualche simpatia ce l'ho, però, sono cose private e non mi va di parlarne». Più loquace, viceversa, sul pianeta calcio, per lui colorato, a tinte forti, per metà d'amaranto e per l'altra metà di nerazzurro. «Sono tifoso del Livorno e da sempre seguo l'Inter. Ultimamente il Livorno ha viaggiato un po' a fari spenti e i nerazzurri mi hanno dato un paio di sonanti delusioni...». L'ultimo pensiero è un sentimento di riconoscenza e gratitudine al professor Vannucci. «Lo ringrazio di cuore. Se ho potuto disputare, in maniera ottimale, il mondiale e le rimanenti prove di coppa del mondo é grazie alla sua professionalità. A ridosso delle festività natalizie, dopo neppure un mesetto dall'intervento al ginocchio, sono potuto tornare a gareggiare in condizioni fisiche ottimali».

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