Gioco
È un Livorno che non cresce mai
Fabrizio Pucci
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FLASH DA TRIESTE. A sinistra Schiattarella tenta di avanzare palla al piede, al centro Luci in azione, a destra Iori imposta lazione: il terzetto di centrocampo venerdì sarà sfaldato vista lassenza di Andrea Luci per squalifica A Trieste il solito film, eppure la zona playoff è ancora a due passi
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LIVORNO. Avanti a scartamento ridotto. Il Livorno proprio non riesce ad innestare la marce alte per dare l'assalto deciso alle posizioni che garantiscono l'accesso ai playoff. Neanche sul campo della Triestina, avviata alla retrocessione, c'è stata la svolta, l'impennata d'orgoglio e di rendimento. Calma piatta. Partita soporifera e tutto rimandato al prossimo turno, il friday night ardenzino con il Crotone. Il dilemma. Le ultime, altalenanti, prestazioni legittimano un dubbio. Qual è il vero Livorno? Quello brillante di Torino e Reggio Calabria o dobbiamo arrenderci all'evidenza di una squadra poco incisiva come accaduto contro Modena e Triestina? La realtà è che siamo sconcertati e diventa difficile trovare una soluzione al quesito. Si passa con disinvoltura disarmante da partite positive a esibizioni in cui raramente gli amaranto regalano la sensazione di poter sopraffare l'avversario. Intanto il numero di giornate a disposizione per centrare almeno il sesto posto si va assottigliando e non ci sono sussulti. Trazione anteriore: fallita. Al 'Rocco' Novellino ha rispolverato lo schema con due punte (Dionisi e Tavano) più il tre quartista Belingheri. Sull'altare del 4-3-1-2 è stato immolato l'uomo più in forma del momento, Barusso, ma il disegno tattico offensivo non ha prodotto gli effetti sperati. Là davanti Tavano ha visto un solo pallone giocabile (occasione sprecata anche per la provvidenziale parata di Colombo). Dionisi è rimasto stritolato nelle maglie difensive alabardate e 'Belinga' si è reso pericoloso nel finale e sugli sviluppi di un calcio da fermo. Novellino ha giocato anche la carta Cellerino, ma il 'Tanque' non ha portato granché in dote oltre alla buona volontà. Purtroppo non c'è nessuno in grado di vincere l'uno contro uno, creare superiorità numerica e di rifornire le punte. Salutato Surraco, le sue veci potrebbero essere assunte da D'Alessandro che però parte sistematicamente dalla panchina. La sterilità offensiva è preoccupante. Nel girone di ritorno solo a Torino sono stati segnati due gol in un colpo solo, ma uno è arrivato su rigore. Per scovare due reti su azione nella stessa partita dobbiamo tornare indietro al 25 gennaio con il Padova, partita però da ascrivere all'andata e addirittura al 7 gennaio a Frosinone, l'ultima partita della fase ascendente. Centrocampisti usurati. Il Livorno fatica anche nella zona nevralgica dove Iori, Luci e Schiattarella sembrano affaticati. Se il piombinese riesce a mantenere costantemente il rendimento al di sopra della piena sufficienza, il regista di Gavirare e "Schiatta" sembrano in debito d'ossigeno. Iori è inamovibile, ma almeno potrebbe essere "protetto" dalla presenza di un mediano puro, come Barusso. In questo caso resterebbe fuori Belingheri e si tornerebbe al 4-4-2 puro. Insomma. Novellino ha l'imbarazzo della scelta: di uomini e schemi. Intanto con il Crotone mancheranno gli squalificati Luci e Dionisi e quindi Monzon dovrà per forza apportare modifiche alla formazione di partenza. Attenuanti generiche. Dicono che la fortuna aiuta gli audaci. Ecco. Il Livorno ultimamente non ha fatto molto per accattivarsi le simpatie della dea bendata. Tuttavia non possono passare inosservati alcuni fischi assassini nelle ultime due partite. Il clamoroso fallo da rigore commesso da Pasquato su Schiattarella contro il Modena e i contatti dubbi in area di cui, a Trieste, sono stati oggetto di nuovo Schiattarella e D'Alessandro avrebbero rivoltato come un calzino quelle due partite e probabilmente anche la stagione degli amaranto. In un periodo in cui si stenta, se oltretutto la squadra viene penalizzata, la vita si fa durissima. Le altre aspettano. È scappato il Toro che ha fatto tutto quello che chiediamo da tempo al Livorno: campionato indecifrabile, ma tre vittorie di fila nel momento topico. E' in ribasso la Reggina. Il Vicenza è lì, a portata di mano. E' tornato su il Pescara. L'unica squadra che non ha ancora indovinato un filotto di risultati è quella amaranto. Ci sono sette giornate per invertire questa tendenza.
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