Il Tirreno

Livorno

«Dov'è finito il progetto Pielle?»

Renzo Marmugi
<b>DERBY. </b>Un&#146;immagine di Don Bosco- Meloria in serie D a sinistra: Manolo Burgalassi presidente della Pielle
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DERBY. Un’immagine di Don Bosco- Meloria in serie D a sinistra: Manolo Burgalassi presidente della Pielle

Appello di Pasquale Lamberti: due palestre alla Scopaia a costo zero

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 LIVORNO. Un appello per la Pielle. «Esiste già un progetto approvato nel 2006 per la costruzione di un centro sportivo polifunzionale alla Scopaia, perché l'amministrazione comunale non si decide a tirarlo fuori dal cassetto e a dargli il via libera?». Parole e musica di Pasquale Lamberti, 38 anni, appena sceso in politica con l'Api (Alleanza per l'Italia) e per questo desideroso di dare la giusta cassa di risonanza a una vicenda che giace da troppo tempo nei cassetti di Palazzo Civico quando invece potrebbe passare alla fase operativa perché non costa un euro ai contribuenti. Regalando invece altre due palestre alla città sulla scia di un'idea nata già nel 2005, all'epoca dell'apertura del PalaLivorno. La Giunta, con decisione 19 giugno 2006, dopo aver esaminato la bozza del progetto «di gestione in concessione di strutture ed impianti sportivi da costruire in diritto di superficie su area nel Peep Scopaia» l'aveva ritenuto accoglibile. Esiste un soggetto privato disposto a costruire questo villaggio sportivo, una società storica come la Pielle che potrebbe fare il salto di qualità, e anche se ci sarà da rivedere qualcosa nei dettagli (cioè ridurre i servizi esterni alle due palestre polifunzionali) questa può essere realmente un'occasione da prendere al volo. A costo zero.  L'antefatto. «Qualche giorno fa - dice Lamberti junior - mi ha cercato Gino Schirripa, il mitico "Gino Gino", da sempre capo ultrà della Pallacanestro Livorno. E' stato lui, sollecitato dal mondo piellino a prendere il primo contatto con me, in quanto tifoso PL da sempre e anche componente della nuova formazione politica di Alleanza per l'Italia. Un punto d'incontro al quale ne segue un altro, non certo secondario: una sincera passione per le vicende del basket livornese ampiamente dimostrata sui gradoni del PalaMacchia e poi su quelli del PalaLivorno».  L'appello. «Il basket - prosegue il figlio dell'ex sindaco - vive da anni momenti difficili, eppure c'è chi continua a impegnarsi in modo concreto e senza nascondersi dietro idee fumose. Come ha fatto la Pallacanestro Livorno, che ha presentato un progetto per un vero e proprio Villaggio Basket da realizzarsi alla Scopaia. Nuovi impianti sportivi che, oltre a rinnovare la tradizione prestigiosa del basket cittadino, si propone di attirare tanti giovani - livornesi e non - che hanno a cuore la pallacanestro. Per questo spero proprio che l'amministrazione comunale dia al più presto il proprio assenso alla Pielle di Manolo Burgalassi, che nulla costerà ai contribuenti e ci farà guardare al futuro. Le difficoltà di tipo urbanistico segnalate da una apposita Conferenza dei Servizi, infatti, sono superabilissime. Ci vuole uno scatto per andare a canestro, che veda rapidamente insieme l'amministrazione e la Pielle. Non sarà il ridimensionamento di alcuni indici edificatori per le strutture a servizio del centro polifunzionale a vanificare questo progetto. Bello, utile e ambizioso».  Il futuro del basket. Pasquale Lamberti ha un sogno: vedere Libertas e Pielle con quattromila spettatori a testa che giocano i derby al PalaLivorno. «Perché nello sport e in politica - sottolinea - ci vogliono cuore e fantasia, due ingredienti indispensabili. La mia idea sulla richiesta di wild card per il nuovo campionato di sviluppo? Innanzitutto chiarire i debiti di Basket Livorno, pulire la società con un'assunzione di responsabilità e poi andare in giro a caccia di investitori. Prendendo esempio da Spinelli nel calcio. Bisognerebbe trovare un primo Spinelli, un imprenditore appassionato che poi fa da traino agli imprenditori locali. E, se non dovesse andar bene, ripartire dai livornesi, alimentando Libertas e Pielle. Perché il dualismo fa solo bene, è una molla per crescere».

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