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Livorno, si va avanti con Novellino

Alessandro Bernini
<b>FLASH COL MODENA. </b>A sinistra Walter Novellino d&agrave; istruzioni alla sua squadra, a sinistra il tiro tentato da Mirko Pieri nei primi minuti, a destra Tavano cerca di agganciare la palla sull&#146;uscita del portiere avversario Guardalben
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FLASH COL MODENA. A sinistra Walter Novellino dà istruzioni alla sua squadra, a sinistra il tiro tentato da Mirko Pieri nei primi minuti, a destra Tavano cerca di agganciare la palla sull’uscita del portiere avversario Guardalben

Anche Spinelli è deluso, ma per ora boccia il ritorno di Pillon

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 LIVORNO. «Io vado avanti». Non si aspettava quella dura contestazione Walter Novellino, non immaginava mai di essere costretto a lasciare lo stadio da una uscita secondaria. Ma il giorno dopo va ancora dritto per la sua strada, l'idea di dimettersi non lo sfiora neppure.  Aldo Spinelli ieri si è chiuso in casa, zero voglia di parlare, rabbia dentro e la sensazione che contro il Modena sia stata regalata la partita. Il presidente ha stima di Novellino e per ora evita di fare polemiche. L'alternativa sarebbe il ritorno di Bepi Pillon, ancora sotto contratto e comunque meno inviso ai tifosi, ma è una ipotesi che Spinelli per ora non ha preso in considerazione.  La gara col Modena è stata la sagra dell'errore, a partire dalla scelta di iniziare con Luci trequartista. Se servono delle scelte coraggiose (vedi l'esclusione di qualche titolare) vanno fatte, evitando soluzioni rabberciate. Se vuoi fare il 4-3-1-2, l'unico che può giocare in quel ruolo è Belingheri. Oltretutto le fasce sono state a lungo terra di nessuno: a sinistra c'era solo il povero Pieri perché Barusso (il terzo di sinistra a centrocampo) non ha niente dell'ala, a destra c'era Schiattarella che corre per 8 ma non è Causio.  Anche i cambi hanno lasciato perplessi. Luci è l'anima del Livorno, bastava solo riportarlo nella sua posizione. E poi perché togliere Dionisi e non Tavano, visto che Ciccio faceva a fatica a entrare in partita?  Viene poi da chiedersi come sia possibile cambiare faccia in questo modo nel giro di sei giorni: Livorno padrone del campo e propositivo a Reggio Calabria, Livorno assente e involuto col Modena. È questo che ti fa mangiare le mani. Non sarà una squadra di fenomeni, eppure questo Livorno non è inferiore al Vicenza o altre squadre che le stanno vicine. Il problema è che non si riesce a dare un volto, un'identità a questo gruppo.  E così a otto giornate dalla fine siamo finiti nel limbo, anche se comunque sempre vicini alla zona playoff. Inutile iniziare di nuovo la tiritera del "servirebbe", "ci vorrebbe": a questo punto viviamo davvero alla giornata. Si va a Trieste e si guarda quello che succede. Senza illudersi troppo.  Le ultime scelte di Novellino sono state anche una bocciatura al mercato di gennaio: Galabinov e Antunes in tribuna, Belingheri e D'Alessandro in panchina. Insomma, hanno giocato gli 11 che c'erano prima di gennaio, tranne Perticone naturalmente.  Peccato che sia scomparso completamente Galabinov. Contro il Varese non era dispiaciuto, ma da titolare è passato in un colpo solo in tribuna fisso. Non che dovesse recitare la parte del salvatore della patria, ma è davvero così peggio del Cellerino visto contro il Modena?  

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