Gioco
«Arriviamo ai finali di partita senza fiato»
Fabrizio Pucci
◗
NUMERO 1. Alfonso De Lucia De Lucia spiega i crolli negli ultimi minuti, «ma non esiste subire quei gol»
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Gli alti e bassi degli amaranto rischiano di mandare i tifosi, quelli dello zoccolo duro, sul lettino dello psicanalista. Indecifrabile, incomprensibile. Diventa davvero difficile capire che cosa accada alla squadra quando gioca in casa. Ci sono difetti congeniti per cui il Livorno soffre da matti quando affronta squadre che si chiudono. Ma faticare è un conto, ruminare calcio inutile è un altro. Ad analizzare la situazione, contestazione compresa, ci pensa Fofò De Lucia. Che cosa non ha funzionato con il Modena? «Abbiamo buttato via il primo tempo in cui non abbiamo fatto neanche un tiro in porta. Loro non hanno avuto grandi occasioni, ma sono stati più attivi». Meglio nella ripresa. «Sì. Già nello spogliatoio avevo capito che sarebbe cambiata la partita. Ma poi c'è sempre la disattenzione fatale». Ascoli, Grosseto, Modena. Sono almeno sette i punti persi al 90' all'Ardenza nelle ultime settimane. Perché? «Secondo me arriviamo alla fine con poco fiato. Con il passare dei minuti la condizione atletica scema e senza la dovuta lucidità commettiamo degli errori che in serie B non sono ammessi. Guarda il gol preso con il Modena. Non esiste subìre una rete sugli sviluppi di un calcio da fermo da trenta metri. Nessuno ha seguito il taglio di Pasquato al quale il pallone è pure rimbalzato giusto per dosare il pallonetto. Sono colpi che questa ragazzo ha, ma ci abbiamo messo abbondantemente del nostro». Un problema di tenuta, quindi, ma certe disattenzioni sono troppo frequenti a prescindere... «Già a metà ripresa Pasquato, mai contrastato era arrivato al tiro da buona posizione. Non è possibile. Sembra quasi che in certi momenti abbassiamo la guardia, come se fossimo convinti di non poter perdere. E invece non è così. Purtroppo abbiamo gettato via tanti punti». Il malcontento della tifoseria si è trasformato in aperta contestazione. Che ne pensi? «La situazione è difficile. La nostra squadra è giovane e ci sono giocatori che possono soffrire ed rischiano di essere condizionati negativamente se l'ambiente si surriscalda. Non capisco la contestazione adesso. Non l'avrei messa neanche in discussione due mesi fa dopo le cinque sconfitte consecutive. E invece in quel momento, quando mi sarei aspettato una presa di posizione dei tifosi, non accadde nulla e tutto filò liscio. Ora è diverso. Eravamo in serie positiva e venivamo da un ottima prestazione a Reggio Calabria. Non mi aspettavo questa reazione». Sì, ma questa sconfitta è pesantissima anche in chiave playoff. Ecco perché la gente è frustrata. «Certo. Con il Modena ci avrebbe fatto male anche il pari. Figuriamoci la sconfitta. Ma noi crediamo ancora di poter centrare il nostro obiettivo. Adesso andiamo a Trieste. Quella è una partita importante. Se sbagliamo anche là allora la vita si fa dura. Ma è un'ipotesi che al momento non prendo neanche in considerazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
