Gioco
Novellino contestato esce dalla curva sud
E il pullman della squadra parte dopo un confronto tifosi-giocatori
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LIVORNO. La contestazione, tenuta sotto chiave nella speranza di un guizzo che non arriva, esplode come una bombola di gas dopo il gol di Pasquato e i cinque minuti di recupero. «Inguardabili», «andate a lavorare» i cori che escono dalle ugole della curva nord. Poi, alla fine, tutti in piazzale Montello, ad aspettare l'uscita dei giocatori e soprattutto di Novellino, il principale bersaglio della rabbia degli ultrà. Un centinaio di tifosi rumoreggia dietro la cancellata che protegge i pullman e la porta principale dello stadio, quello del Modena va via senza problemi, carico di borsoni e con i tre punti, mentre il torpedone amaranto attende più di un'ora. Anche se non c'è il controllo antidoping. L'attesa evidentemente serve per allestire un piano di azione e garantire la massima sicurezza. Gli ultras nel frattempo chiamano prima Dionisi e poi Miglionico: i due vanno alle inferriate a parlarci, mentre il servizio d'ordine vigila con discrezione, ma la cosa non smonta la pentola a pressione, che continua a rimanere sul fuoco. L'unico risparmiato dalle critiche è Ahmed Barusso. Applausi e cori sono soltanto per lui. Esce Cellerino e si prende una bordata di insulti, le due occasioni-gol non sfruttate nel secondo tempo diventano benzina che alimenta la contestazione nei confronti dell'argentino. Ma i decibel della rabbia raggiungono il picco quando dal portone che dà su piazzale Montello sbuca Walter Novellino. Il quale dopo qualche minuto di sosta fra il retro del pullman e il muro rientra nello stadio e verrà fatto uscire per precauzione da una porta secondaria. Molto amareggiato - dicono gli addetti amaranto - perché è la prima volta che gli succede in tanti anni di carriera. Polizia e carabinieri intanto controllano la situazione, il clima è relativamente tranquillo e sono già le 18 passate quando il pullman del Livorno mette in moto ed esce dal recinto in direzione curva sud, scortato dalle forze dell'ordine. Parte e si ferma proprio sotto i gradoni della curva. Mistero. Che aspetti per far salire a bordo il passeggero Walter Novellino? No, semplicemente una piccola delegazione di ultrà voleva parlare coi giocatori e la polizia - per stemperare la tensione - accoglie la richiesta a patto che si tratti di un confronto civile. Così è. Gli amaranto scendono dalla porta anteriore, seguono alcuni minuti di parole vivaci, un'altra razione di accuse a Gaston Cellerino, poi alle 18.15 tutti a casa. I giocatori risalgono, il pullman riparte, il capannello si scioglie, mentre Walter Novellino in macchina sarà già sulla Fi-Pi-Li, prua puntata su Perugia, con l'acceleratore pigiato come invece ai suoi non è riuscito fare in campo. Questo sabato triste finalmente è finito. Ognuno a rincorrere i suoi guai. (re.mar.)
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