Il Tirreno

Livorno

Rosso a Perticone e il Livorno si squaglia

dal nostro inviato Renzo Marmugi
<b>BLOCCATO. </b> Dionisi a terra attorniato dai difensori bianconeri
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BLOCCATO. Dionisi a terra attorniato dai difensori bianconeri

Primo tempo alla pari, poi il Siena umilia gli amaranto in dieci. Pillon addio?

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 SIENA.Un derby impietoso. Il Livorno finisce nel tritacarne e incassa una goleada, ma al "Franchi" si sono viste due partite in una: 45 minuti amaranto, con una traversa di Tavano, zero pericoli in difesa e tanto possesso palla, poi l'espulsione (fiscalissima) di Perticone al 45' ha rovesciato il mondo.  Come falsare una sfida di alta classifica. Lo sa bene Dino Tommasi di Bassano del Grappa, l'arbitro che poco prima dell'intervallo sventola il secondo cartellino giallo davanti a Perticone e lo manda sotto la doccia. Punizione severa dopo un fallo a metà campo su Sestu, 11' dopo averlo già ammonito per proteste. Assurdo: l'infrazione precedente (lieve spinta da dietro su Sestu) in quel caso l'aveva commessa Luci, il quale ha anche protestato in modo plateale per il tuffo dell'avversario, mentre Perticone stava solo accingendosi ad andare in barriera. Uno scambio di persona che ha stravolto i destini del Livorno, avviandolo verso la sedia elettrica.  Perché il secondo tempo è iniziato senza cambi da parte di Pillon, il quale invece di fare il 4-4-1 togliendo una punta ha soltanto retrocesso Schiattarella terzino destro e spedito Tavano esterno sinistro, ma lasciando immutate le pedine in campo. Il Siena ha segnato al 9' su azione da calcio d'angolo (cross di Kamata, Marrone prolunga e Calaiò, perso da Lambrughi, insacca di testa) e per vedere la prima mossa della panchina amaranto si è dovuto aspettare il 12' - Prutsch per Surraco - poi al 14' fuori Schiattarella e dentro Salviato. Ma un minuto dopo su percussione di Brienza, Calaiò allarga a Mastronunzio sulla destra e per la "vipera" è stato un gioco da ragazzi mettere la palla rasoterra nell'angolo lontano: 2-0. A questo punto per riaprire la partita ci voleva solo un miracolo. 16': fuga di Dionisi sull'out sinistro e delizioso assist rasoterra per Tavano, che da otto-nove metri alza sopra la traversa divorandosi la chance di riaprire il derby.  Il resto è leoni contro gatti, uno scempio: Siena anche irridente, col 3-0 di Calaiò segnato in fuorigioco, poi Vergassola - entrato da poco - raccoglie una corta respinta della difesa e cala il poker. La spremuta finale è un 4-0 che fa male e innesca una bomba a orologeria sotto la panchina di Bepi Pillon. Che aveva indovinato la scelta di ripescare Bernardini centrale (una prova autorevole) mandando Miglionico in tribuna, ma dopo il "rosso" a Perticone non se l'è sentita di alzare le barricate, scegliendo invece di continuare a giocarsela. Per finire poi nel tritacarne.  E' stato un derby deciso dagli episodi, tutti contro il Livorno - dalla traversa di Tavano (25' pt) all'espulsione di Perticone (45' pt) - però anche quando il Siena si è messo a fare il "torello" e a scherzare in undici contro dieci non si è vista una grande reazione emotiva, l'orgoglio è rimasto confinato nel cuore dei singoli (vedi Iori), mentre gli altri - stanchissimi dopo il recupero di martedì col Padova - non vedevano l'ora di sentire il triplice fischio.

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