Il Tirreno

Livorno

Preso ma per giugno il panzer Galabinov Frenata su Granoche

Alessandro Bernini
<b>ARIETE. </b>Nella foto grande il bulgaro Galabinov in azione con la maglia del Lumezzane
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ARIETE. Nella foto grande il bulgaro Galabinov in azione con la maglia del Lumezzane

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 LIVORNO. Il primo affare è come un assegno post-datato. Paghi oggi e incassi tra cinque mesi. Il nome è quello anticipato ieri ovvero il bulgaro Andrey Galabinov, 22 anni appena compiuti, preso dal Lumezzane in Prima Divisione. Mancano solo le firme ma ieri pomeriggio su cifre e modalità è stato praticamente raggiunto l'accordo: Galabinov verrà acquistato dal Livorno a titolo definitivo per una cifra che si aggira attorno ai 300mila euro, ma resterà fino a giugno in prestito al Lumezzane.  Per il resto è stata una giornata di incontri, idee, rifiuti, telefonate,, ma nessun acquisto. E anzi c'è stata una brusca frenata per Granoche. A Milano c'era la task force amaranto al gran completo: Spinelli, Gardini, Signorelli, Bini. Il presidente è arrivato in mattinata, poi è rientrato a Genova nel primo pomeriggio.  Ecco Galabinov. Dunque siamo in dirittura d'arrivo per questo ragazzone di 1.93 che era seguito anche da Cagliari, Palermo e Frosinone. C'era stata anche una mezza idea di portarlo subito a Livorno ma poi si è cambiato direzione: d'altronde non aveva senso prendere un ragazzo giovane, che ha bisogno di giocare, per poi spedirlo in tribuna o addirittura fuori rosa (visto che al momento non ci sono posti negli over 21). Quest'anno ha firmato per ora 4 gol in 18 presenze. È una prima punta pura. Di lui dicono che abbia potenza devastante ma sia ancora grezzo, con tecnica da plasmare, di certo margini di crescita enormi.  L'idea è farlo diventare la terza punta per la prossima stagione.  Frenata Granoche. Ma veniamo al capitolo più importante. Perché non ci sono portieri o esterni che tengano, l'uomo di cui il Livorno ha bisogno prima di tutto il resto è un attaccante di peso.  Ieri mattina c'è stato l'annunciato incontro tra i dirigenti amaranto e Sartori, il ds del Chievo. Si è parlato inizialmente di Pulzetti (passato in gialloblù in prestito con diritto di riscatto), poi l'argomento è scivolato su Granoche. Ed è stata tutto fuorché una chiacchierata in discesa.  In serata abbiamo contatto Giorgio De Giorgis, il procuratore di Granoche, e la sua risposta è stata secca: «Al momento Granoche non si muove dal Chievo. Il Livorno? È una delle società che lo vogliono ma, ripeto, penso che Granoche resterà dov'è».  Ma la pista non è morta, non va fatta morire. Bastano un paio di innesti forti, mirati, per giocarsi la A. Granoche è uno di questi.  Sempre in serata si era anche diffusa la voce di un possibile scambio Tavano-Granoche ma Spinelli ha smentito.  Altre trattative. Del caso-portiere parliamo a parte. Ieri si era aperta una trattativa col Frosinone: Volpe e Pagano in cambio di Lodi. Saltata dopo un paio di telefonate ai giocatori. Altra ipotesi delle ultime ore è quello di uno scambio col Torino: Belingheri a Livorno e Pagano in granata. Idee al posto dei soldi.  Il vero problema è che in giro non c'è un euro e il Livorno non riesce a cedere nessuno. Inutile anche l'offerta del prestito gratuito: o paghi pure lo stipendio, oppure scuotono subito la testa. Nella lista dei possibili partenti ci sono Volpe, Cellerino, Di Bella, Volpato, ma si guarda quello che può succedere anche per Pagano, Salviato e Barusso.  Restano in piedi le trattative per D'Alessandro (Bari), Martinetti (Sassuolo), Antunes (Roma), Pesce (Catania), tutti nomi interessanti che però restano bloccati: prima bisogna cedere sennò non si liberano posti nella lista dei 19 giocatori over 21 tesserabili.  Il Cesena ieri ha ingaggiato Rosina, chiudendo dunque il capitolo Tavano. Diverse società di B chiedono Danilevicius ma il Livorno non le cede perché (lo ricordiamo) Tomas è comunque nella lista dei "giocatori bandiera" e dunque non libererebbe nessun posto nella lista "over 21".  Ma se Pillon... Storicamente il mercato del Livorno di gennaio si è risolto tra le 15 e le 19 dell'ultimo giorno. Ma c'è una perplessità che ci accompagna in queste ore. Sino a oggi, o quantomeno fino alla scorsa settimana, si è lavorato su nomi (da Giorgi a Martinetti, da Granoche a Pesce) e idee tattiche (4-4-2) figlie del calcio di Bepi Pillon. Ma adesso l'allenatore è ad altissimo rischio, se perde anche a Siena c'è già in agguato Novellino: non è che tutto si è fermato anche per questo?

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di Redazione web