Gioco
Pillon pensa di riproporre la stessa formazione, con Mazzoni favorito su De Lucia
Il Livorno va a Siena senza rivoluzioni
Fabrizio Pucci
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IN BILICO. Bepi Pillon 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Vietato sbagliare. Dopo aver dilapidato in quattro giorni il bonus di errori che la classifica ancora concedeva al Livorno, adesso è il momento di tornare a correre per non vanificare il lavoro svolto fino ad ora. Lo sa bene Bepi Pillon. Lo sa ancora meglio la squadra chiamata a dimostrare sul campo l'affetto e la stima per il suo tecnico. Vietato sbagliare e poco importa se la trasferta è di quelle proibitive e il Siena è lanciato e gasato. L'allenamento. Il baffo più famoso di Preganziol ha preferito non forzare. Il gruppo è reduce da un tour de force e allora meglio scaricare il fisico e soprattutto la mente. Troppa pressione psicologica rischia di essere controproducente. Così la classica partitella in famiglia è stata confinata nel segmento conclusivo della seduta, preceduta da esercizi atletici e tattici. Formazione (quasi) fatta. Pillon sembra orientato a riproporre in casa della capolista lo stesso undici visto martedì sera nello sfortunato match casalingo con il Padova. L'unico dubbio potrebbe esserci nella scelta del portiere, ma Luca Mazzoni sembra favorito rispetto a Fofò De Lucia. Per il resto squadra confermata con Perticone, Knezevic, Miglionico e Lambrughi sulla linea difensiva. Schiattarella e lo scooter Surraco larghi sulle corsie di centrocampo con Iori e Luci cinture di sicurezza. Davanti solito tandem composto da Dionisi e Tavano piede caldo, già a segno 4 volte nel 2011. Al diavolo il turnover. C'è bisogno di mettere sul campo il cuore, la grinta, il senso di appartenenza, la voglia di rimanere aggrappati al trenino dei playoff e soprattutto di salvare la panchina di Pillon. C'è la convinzione, comune, di poter fabbricare un'impresa in casa dei (poco simpatici) cugini bianconeri. La storia del campionato di ha insegnato che questa squadra al cospetto delle big riesce sempre a tirare fuori il meglio di sé. Già. Perché quando la valvola della concentrazione è chiusa, il Livorno non può e non deve temere nessuno.
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