Gioco
Ma Bepi non vuole mollare
Fabrizio Pucci
◗
BILICO. La grinta di Bepi Pillon Subito al lavoro pensando al derby di Siena
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il sole del Centro Coni asciuga le ferite e, almeno in minima parte, fa evaporare la delusione per i punti persi con il Padova. Alla luce del giorno la realtà appare meno cupa. Le sensazioni sono sospese tra il rammarico per il martedì nero e la voglia di stupire il mondo nel derby di Siena. Scorie psicologiche. Il doppio turno casalingo nel giro di quattro giorni ha tarpato le ali al Livorno. Dovevano, potevano arrivare sei punti che avrebbero disegnato una classifica meravigliosa. Invece ne è arrivato la miseria di uno e la situazione adesso si è fatta delicata soprattutto sul piano del morale. Il Livorno è in linea con gli obiettivi di inizio stagione perché ha preso la residenza nei quartieri alti della classifica. Tuttavia, dopo questo doppio turno infrasettimanale il confronto tra ciò che poteva essere e ciò che è stato, è impietoso. Sabato di fuoco. La prossima partita è un importante crocevia della stagione. Aldo Spinelli negli ultimi giorni ha trascorso più tempo nello spogliatoio amaranto che nel salotto di casa. Inutile girarci attorno. La panchina amaranto è in ebollizione. Molti hanno pensato che l'avventura livornese di Pillon fosse finita l'altra sera durante l'ora e mezza di faccia a faccia con il presidente. E invece il patron ha concesso a Bepi un'altra chance, che lui deve giocarsi nella tana della capolista. La squadra sta con il suo allenatore. Ne riconosce doti umane e tecniche. E' un bel segnale (tra l'altro già visto in questi anni) che testimonia l'assunzione di responsabilità anche da parte del gruppo. Titolari a riposo. Intanto, ieri, chi è sceso in campo con il Padova ha lavorato a parte. Seduta defaticante con corsa ed esercizi per non sollecitare troppo i muscoli in previsione. La sfida con i bianconeri di Antonio Conte sarà la il terzo impegno in otto giorni per cui è opportuno centellinare le forze anche in allenamento. C'è tanta voglia di dimenticare il 3-3 dell'altra sera. Volti tirati. Occhiaie. Si vede lontano un chilometro che gli amaranto dopo la rimonta subìta hanno faticato a prendere sonno. La partitella degli altri. Chi invece contro i biancoscudati ha giocato uno scampolo di partita o non è stato affatto utilizzato, ha preso parte alla sfida con la Berretti di Matteo Gai che ha ben figurato al cospetto della prima squadra. Il match si è concluso con il punteggio di 4-1 per i big schierati con questa formazione: Lorenzi (portiere della Berretti); Salviato, Bernardini, Di Bella, Pieri; Parravicini, Prutsch, Barusso, Volpe; Volpato, Danilevicius. Assente Pagano, rimasto a casa con qualche linea di febbre. In gol Volpe, Volpato, Di Bella e Tomas. Per i ragazzi di Gai a segno il promettente albanese Shkurti. Attimi di apprensione per Volpato al quale si è girata una caviglia. Il pronto intervento del dottor Porcellini e dei suoi collaboratori ha consentito al panzer di riprendere subito il posto in campo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
