Italia
Spinelli: tutti sotto esame
Fabrizio Pucci
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UNICO. Manuel Iori non ha alternative Il presidente infuriato rinvia ogni decisione a mercoledì
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LIVORNO. Raccogliere i cocci e ripartiRe perché già si staglia all'orizzonte la sagoma minacciosa del Padova e non c'è da perdere tempo in inutili esercizi di autocommiserazione. La sconfitta con l'AlbinoLeffe brucia, ma c'è da girare pagine in tutta fretta. Nel "day after" amaranto la ferita è ancora fresca. Difficile digerire una sconfitta così. La partita si era subito messa bene con il vantaggio iniziale. Poi però qualcosa non ha funzionato. I seriani, disinvolti e aggressivi, hanno fatto la loro onesta partita agevolati anche da una clamorosa svista arbitrale che ha propiziato il primo gol, ma il Livorno aveva tutto il tempo di rimettersi in carreggiata e invece l'assalto ha prodotto solo tante mischie e un carico di amarezza da trangugiare in una notte. Le frasi del "pres". La società ha mantenuto la linea di venerdì sera. Tutti i tesserati hanno perso le parole. Silenzio stampa imposto dall'alto. Tace Pillon che con la consueta gentilezza informa che non può parlare fino a nuovo ordine. Tacciono i giocatori. L'unico a mettere insieme tre frasi è Aldo Spinelli. Al presidente la terza sconfitta interna con una squadra di bassa classifica non è proprio andata giù. E non lo manda a dire: «Dopo la partita di venerdì tutti sono responsabili. De Lucia? Non è l'unico ad avere delle colpe». Poche parole, ma pesantissime: «Sono amareggiato. Al momento nessuno è intoccabile e dobbiamo sfoltire la rosa di 27 giocatori». Il patron ha comunque congelato la situazione fino alla partita con il Padova, il recupero in programma martedì sera: «Mercoledì - chiosa - farò il punto della situazione». L'analisi. La sconfitta di venerdì sera ha fatto riaffiorare antichi mali della squadra. In primis di natura psicologica: spesso quando subisce gol si disunisce e quando c'è da rimontare mostra grande generosità, ma poca lucidità. Era accaduto con la Triestina e l'evento si è ripetuto l'altra sera. Altri di natura tattica: manca un panzer, un apriscatole là davanti. E non c'è il sostituto di Manuel Iori. Senza il regista di Gavirate, e con Barusso in serata-no, il Livorno ha navigato a vista e pure un giocatore molto pulito e preciso come Luci è andato in sofferenza. Impulso al mercato?. Detto questo, adesso c'è la volontà della società di dare un colpo di acceleratore alle trattative. Cellerino e Volpe sono richiesti dall'Ascoli. La loro partenza libererebbe due posti nella lista degli over 21. Uno di questi potrebbe essere ben presto occupato da Granoche del Chievo. Che il Livorno stesse lavorando sotto traccia per portare il bomber uruguagio in amaranto era un dato di fatto. Ora però pare che la società abbia rotto gli indugi. Nel mirino di Spinelli c'è anche Marco D'Alessandro, 20 anni da compiere il 17 febbraio. Il ragazzo, già nell'orbita dell'Under 21 di Ferrara è un esterno destro, ma potrebbe anche essere adattato a sinistra. Gioca nel Bari, ma il cartellino è della Roma che vorrebbe inserire nell'operazione anche Antunes, sul quale però il Livorno nutre qualche riserva. Bicchiere mezzo pieno. La quiete dopo la tempesta. I risultati di ieri sono stati positivi. La Reggina ha pareggiato in casa con il Siena, il Varese si è confermato andando a pareggiare a Bergamo. Male il Toro, fermato in casa dal Cittadella. Sconfitto il Vicenza a Portogruaro. Come da pronostico il Padova (pur faticando) ha sconfitto il Crotone. Attenzione al Grosseto. I maremmani sono ancora lontani, ma hanno messo insieme una campagna acquisti interessante e con il nuovo allenatore, Serena, hanno conquistato sei punti. Se continuano così rientreranno in zona playoff.
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