Il Tirreno

Livorno

Pagano, patto d'acciaio con la maglia

Dario Serpan
<b>TRE GOL.</b> Biagio Pagano in azione
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TRE GOL. Biagio Pagano in azione

«Ero venuto pensando di giocare di più, ma non mollo»

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 LIVORNO. «Ripartire da Frosinone e centrare i tre punti nella prima gara all'Ardenza del 2011». La ricetta di Biagio Pagano è semplice e consiste nel resettare la brutta prova di Modena contro il Sassuolo, «perché - dice l'esterno napoletano - non siamo diventati scarsi in una settimana e contro l'Albinoleffe possiamo subito riscattarci».  Il Livorno manca all'Armando Picchi da un mese e mezzo, perché a causa del rinvio della gara interna contro il Padova (lo scorso 18 dicembre) l'ultimo precedente risale al 4 dicembre 2010, 1-1 contro il Pescara. Adesso ci sono due uscite casalinghe consecutive e, anche se finora la squadra ha fatto più fatica in casa che fuori, bisogna fare bottino pieno. «È vero - riconosce Pagano - siamo una squadra che può fare meglio in trasferta, perché da noi le avversarie si chiudono. L'Albinoleffe è una squadra molto organizzata e per noi sarà un cliente ostico, ma sarebbe bello tornare all'Ardenza con una vittoria».  Vincere e convincere, per cancellare in tutti i sensi il decadence-show esibito al Braglia, passo indietro rispetto a precedenti su toni decisamente più brillanti. Ma come giudica Pagano il suo impiego da punta centrale al fianco di Tavano? «Io gioco dove mi mette il mister, ma non sempre può andare come successo a Bergamo (0-2 all'Atalanta con doppietta di Biagio, ndr). Il mio ruolo naturale è l'esterno, ma anche l'anno scorso ho giocato sia da punta centrale che attaccante esterno, per cui non ho problemi ad adattarmi. Quella contro il Sassuolo - continua Pagano - è stata una partita sbagliata innanzi tutto nell'approccio, quindi abbiamo sofferto il loro possesso palla. Forse sentivamo troppo la voglia di vendetta, ma pur giocando male siamo andati vicini al pareggio».  Esperimento andato a vuoto e qui spuntano i meriti di un Sassuolo la cui classifica resta bugiarda, «ma il nostro problema - continua l'esterno classe 1983 - è che perdiamo punti con le squadre di fascia bassa, mentre con le grandi finora non abbiamo fallito. Adesso ci aspettano tre gare difficili e farle ben vorrebbe dire restare nelle posizioni che contano».  Restarci con un Pagano incollato alla maglia amaranto, pur se il ragazzo non sta trovando la continuità che si aspettava ad inizio stagione. "Sono venuto qui convinto di giocare di più, dato che il mister mi ha voluto fortemente e all'inizio ero tra i titolari. Poi sono caduto tra le seconde linee, anche per merito degli altri, perciò la mia stagione procede tra alti e bassi e non è al momento pienamente positiva. Detto questo, io non ho mai chiesto di andare via perché mi trovo bene qui, anche se gioco poco. Tengo duro e continuo ad impegnarmi al massimo, per dare il mio contributo al traguardo promozione».

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di Redazione web