Gioco
«Il pallone ce l'aveva sempre il Sassuolo»
dal nostro inviato
Surraco spiega il ko e consola tutti: un punto non ci cambiava la vita
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MODENA. In una prestazione grigia come il cielo sopra Modena gli amaranto che si presentano in sala stampa sono i maratoneti. Gli unici ad aver cercato di smuovere un Livorno che dopo le parole di fuoco sullo 0-4 dell'andata si è fatto matare per la seconda volta dal Sassuolo. Andrea Luci è una spremuta di pragmatismo. «Mettiamo da parte questa partita e pensiamo alla prossima con l'AlbinoLeffe». Quel primo tempo timido, anche sotto il profilo dell'aggressività, non era da vero Livorno. «Sì - ammette il mediano di Piombino - quando le squadre giocano con un centrocampista basso e due uomini sulle righe laterali se non trovi in fretta le misure rischi di correre a vuoto e di non vedere la palla. Bravo il Sassuolo a giocare molto largo e a metterci in difficoltà nei primi 45 minuti. Ma il secondo tempo è iniziato con altri presupposti: il Livorno ha ritrovato le sue geometrie e le distanze giuste fra i reparti. Abbiamo avuto l'occasione-gol con Surraco, stavamo uscendo bene, invece abbiamo beccato un contropiede fatale. La rete decisiva di Troiano? Su un rinvio della difesa sono venuti su bene e ci hanno colpito in velocità sull'asse Quadrini-Troiano. Mi dispiace molto, perché dopo un primo tempo arrembante il Sassuolo non era più riuscito a creare pericoli e occasioni là davanti. Un pareggio si poteva portare a casa». Josè Ignacio Surraco è dispiaciuto e, come al solito, diretto. Anche quando parla sembra di vedere lo scooter che va in percussione e sgassa verso la porta avversaria. «Nel primo tempo meglio loro - dice il numero 3 uruguagio - noi non la prendevamo mai. Il nostro gioco ha un'impronta chiara, ci basiamo sul fatto che i centrali di centrocampo toccano tanti palloni, invece fra i piedi la sfera ce l'aveva sempre il Sassuolo...». Cambiare faccia dopo l'intervallo poteva bastare per strappare almeno un punto. "Surrachino" invece non piange sul latte versato: «Nel calcio dei tre punti fare pareggio o sconfitta cambia poco. Ora abbiamo due partite consecutive in casa e saranno molto importanti per restare agganciati al carro dell'alta classifica. Non c'è niente di diverso, anche dopo questo risultato il Livorno è sempre lì, in piena zona playoff». Surraco è stato protagonista di due episodi chiave: un fallo da giallo-rosso nel primo tempo e quello splendido palo nel secondo. Ascoltiamo le sue impressioni. «Su Troiano ero in ritardo netto e l'ho colpito. Mi sono reso conto di aver commesso un brutto fallo, anche da cartellino rosso, e ho chiesto subito scusa. Per fortuna mi è andata bene... Il tiro invece era bello, ho preso il palo interno, poi la palla è uscita. Questione di centimetri. Il pareggio era giusto, ma il calcio vive di episodi, ci vuole anche fortuna. Spero che la prossima volta tocchi a noi». R.M.
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