«Ci è mancato tanto Dionisi...»
dal nostro inviato
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SALUTO. Pillon e Gregucci prima della partita Pillon deluso: «Difficoltà in attacco e gol regalato»
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MODENA. C'è rimasto male, gli si legge negli occhi. E la voce di Bepi Pillon sembra una lastra di marmo piena di venature. «Nel primo tempo non siamo stati brillanti - attacca il mister amaranto - e neppure tosti, cattivi. Niente che potesse assomigliare ai nostri livelli di gioco. Il secondo tempo invece è cominciato con altri ritmi, la squadra ha ripreso campo e personalità, anche se non riusciva a creare gioco e ad andare in porta. Purtroppo nel nostro momento migliore, su una palla persa in mezzo, abbiamo lasciato al Sassuolo la possibilità di colpirci in contropiede e di segnare il gol-partita. Non bisogna prendere dei contropiedi così proprio quando sembrava che la sfida avesse preso una certa piega incanalandosi verso lo zero a zero...». Il Livorno reduce dal blitz di Frosinone e da un ruolino in trasferta da stropicciarsi gli occhi è incappato invece in una prestazione timida, quasi da prima partita dopo le vacanze. Cos'è successo? «Alcuni giocatori non erano fisicamente al top, vedi Schiattarella, Miglionico e Surraco, però con questo non voglio alibi. Non sempre si può andare a mille all'ora, però noi dobbiamo girare a mille per poter essere il vero Livorno». Male l'attacco, la coppia Pagano-Tavano non mai tirato fuori il pungiglione. Troppo uguali. «Sono due seconde punte - risponde il baffo di Preganziol - e ci mancava Dionisi, che normalmente gioca da primo attaccante e riesce anche a farlo bene. Con lui davanti di solito le cose funzionano molto meglio». Il presidente nell'intervallo aveva invocato l'ingresso di Danilevicius, da mettere in coppia con Tavano. La risposta è in un sms: «Se mi dà qualche segnale in allenamento io lo faccio giocare...A dieci minuti dalla fine ho provato la carta Cellerino, volevo una punta che magari di testa prendesse qualche pallone sui rilanci lunghi, invece abbiamo subito preso il gol su quella distrazione a metà campo». Atalanta, Novara e Siena 43 punti: là davanti provano a scappare. «Nessuno mi ha chiesto di andare in serie A al primo tentativo - replica Pillon, gentile ma secco - ora abbiamo due partite in casa e concentriamoci su quelle. Venerdì sera viene l'AlbinoLeffe nell'anticipo, martedì 25 gennaio avremo il recupero col Padova. Il campionato di serie B è lunghissimo, gli incidenti di percorso ci possono stare. Io non sono abituato agli sbalzi di umore: non dobbiamo esaltarci quando le cose vanno bene, né deprimersi dopo risultati come questo. La ricetta è una sola: equilibrio e lavoro. Cosa che faremo puntualmente da lunedì in vista della prossima sfida con l'AlbinoLeffe». Nella quale mancherà Manuel Iori: era in diffida da una vita, ieri al 41' del primo tempo ha beccato un giallo per un fallo da dietro. «Lo so - sospira Pillon - e non sono certo contento, perché Iori soprattutto in casa è l'uomo che ci dà i tempi di gioco. Comunque è inutile strapparsi i capelli: né esaltarsi e né deprimersi. Piuttosto guardare avanti e ripartire». R.M.
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