Gioco
«Tavano, ti rinnovo il contratto»
Fabrizio Pucci
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UNIONE. Ciccio Tavano e Aldo Spinelli vogliono prolungare il loro matrimonio amaranto L'annuncio di Spinelli: voglio tenerlo a Livorno per altri due-tre anni
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LIVORNO. Ottimista, sicuro del fatto suo e convinto che il Livorno possa recitare un ruolo da protagonista nel girone di ritorno. Il presidente Aldo Spinelli porta ancora addosso le buone sensazioni lasciate in dote dall'anticipo di venerdì sera a Frosinone e traccia la linea da seguire al mercato di gennaio e anche in campionato. Presidente, ha visto che Livorno a Frosinone? «Sì. Sono proprio soddisfatto. Pillon ha trovato la quadratura del cerchio e la squadra sta crescendo in ogni reparto e anche come atteggiamento. Venerdì i nostri avversari non hanno fatto neanche un tiro in porta. Questo aumenta il rammarico per le sconfitte con Sassuolo, Crotone e Triestina. Chissà che cosa è successo in quelle tre partite. Forse abbiamo pagato la giovane età del gruppo e il fatto che la squadra è nuova. Poi qualche errore lo abbiamo fatto pure noi...». E' il momento del tormentone-mercato.. «Dobbiamo fare attenzione soprattutto a non vendere. Avete visto che centrocampisti e che difensori abbiamo? Fanno gola a tanti. Per non parlare degli attaccanti». Parliamone, invece, presidente. «Sì. Il nostro miglior acquisto di gennaio è Ciccio Tavano. E' stato fuori un paio di mesi per infortunio e questo lo ha penalizzato, ma il suo valore non è in discussione. Ho letto le sue dichiarazioni sul vostro giornale e mi fanno piacere. Molto. Non credete allo Spezia. Quella è una barzelletta. Lui è un giocatore di serie A o di altissima B, figuriamoci se finisce in C, o in Prima Divisione, se preferite». Il giocatore ha espresso il desiderio di rimanere a Livorno. Cosa ne pensa? «Che ho intenzione di rinnovargli il contratto. L'ho appena finito di pagare, figuriamoci se lo faccio andare altrove proprio ora. Voglio tenermelo almeno due o tre anni». Ci si può attendere, però qualche movimento in entrata sul fronte attaccanti? «Prima dobbiamo vendere, ma non è facile. Danilevicius ha delle richieste, ma non lo darò mai in serie B per rinforzare una concorrente. Il ragazzo è un ottimo professionista e si è fatta avanti anche una società americana, ma prima di cederlo ci penso dieci volte. Per me è un ottimo attaccante. Basta dare uno sguardo all'almanacco Panini: ha sempre fatto gol dovunque tranne che a Livorno. Prima o poi inizierà anche qui. E voglio tenere anche lui». Negli ultimi giorni è circolato con insistenza il nome di Sasà Bruno del Sassuolo... «Sì, ma se lo prendiamo dove lo facciamo giocare? Abbiamo sei attaccanti e tutti potenziali titolari. Si rischia un superaffollamento con conseguenti musi lunghi da parte di chi non gioca. In questo modo abbiamo rovinato Abbruscato dieci anni fa e più di recente anche Bogdani, che invece ora a Cesena sta dimostrando per intero il suo valore. Lui e Colucci, un altro ex, sono sempre tra i migliori dei romagnoli». Pillon ha detto che gli basterebbero tre titolari per due maglie là davanti. «Ripeto: di titolari ne ha sei. Dionisi, Tavano, Danilevicius, Volpato, Cellerino e Volpe. Ecco. Solo quest'ultimo potrebbe partire perché è sacrificato. E poi Pillon pratica costantemente il 4-4-2. Se facesse il 4-3-3 ci vorrebbe un altro attaccante. A queste condizioni rischiamo di rovinare gli equilibri dello spogliatoio. E poi non dimentichiamoci di Paulinho". Già. Il brasiliano a Sorrento continua a segnare e su di lui hanno messo gli occhi in tanti... «Sì, ma mica lo do via. E' un patrimonio del Livorno e l'anno prossimo torna da noi. Chi lo vuole deve parlare con me. Ma prima di cederlo voglio che passi di nuovo da qui. E' maturato e sono convinto che potrà fare bene anche se la nostra è una piazza che mette pressione e condiziona i ragazzi più sensibili, esattamente come Danilevicius». Intanto però c'è da concentrare l'attenzione sulla partita con il Sassuolo, non trova? «Assolutamente sì. Sabato dobbiamo andare in Emilia a riprenderci i punti persi in quella maledetta serata d'agosto. A distanza di mesi non riesco ancora a capacitarmi di cosa possa essere successo. Non c'eravamo proprio. Ora però è tutto un altro Livorno. Stiamo in alto il più possibile. Cerchiamo di centrare i playoff, poi agli spareggi ce la possiamo giocare, esattamente come due anni fa con il Brescia".
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