Italia
L'Uisp alza la voce: meritiamo rispetto
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UISP. Michele Barzagli, presidente del comitato territoriale «La politica locale non si accorge dei nostri sforzi», dice Barzagli
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LIVORNO. Un augurio alla città, perché si risollevi dalla crisi che l'attanaglia. E la speranza, nell'anno appena cominciato, di poter coltivare un rinnovato rapporto con le istituzioni locali. Sono i desideri di inizio 2011 di Michele Barzagli, presidente del comitato territoriale Uisp. Che spiega: «Purtroppo secondo me ancora non esiste nella politica livornese una consapevolezza piena di come lo sport per tutti possa rappresentare una leva utile a migliorare la vita delle persone - sostiene Barzagli - eppure ritengo che l'attività quotidiana da noi svolta sia un bene pubblico per la società e l'individuo. Il nostro Dna è lo sport, la salute, la socializzazione, la solidarietà, l'educazione, la qualità dell'ambiente e l'integrazione. Siamo una sorta di braccio operativo dell'attività pubblica e per questo chiediamo rispetto. Ci piacerebbe che le istituzioni dessero un riconoscimento autentico al peso specifico e al lavoro infaticabile messo in atto dalla Uisp nel territorio di Livorno e Collesalvetti». Insomma, una sorta di chiamata alle armi sotto l'egida dello sport, tramite un invito alla collaborazione e alla considerazione. «Porto un esempio - prosegue - non si possono attendere quattro mesi senza ancora aver ricevuto una risposta di disponibilità di un impianto come un palazzetto per un evento nazionale che si svolgerà a febbraio e che porterà in città centinaia di persone. Questo è ciò che intendo per rispetto, così come noi rispettiamo gli Enti locali. Rispetto del lavoro di tutti, e di un mondo come quello della Uisp fatto di passione». Oltre 9000 associati, circa 250 dirigenti. Questo, in cifre, il popolo dell'ente di promozione sportiva di via Paretti a Shangay. Un messaggio chiaro rivolto al sindaco Cosimi e all'assessore allo sport Ritorni, una richiesta di maggiore partecipazione e supporto «non economico» da parte del Comune. «C'è la sensazione che a Palazzo civico si lavori a comparti stagni, che non ci sia una vera sinergia fra gli uffici. E ad essere danneggiati risultano gli enti come noi. Dopo i tanti sacrifici, quelli dei dirigenti e dei volontari che collaborano gratuitamente affinché il risultato sia il migliore possibile, ci chiediamo che altro bisogna fare per avere credibilità istituzionale». Insomma, come un innamorato ferito, ecco la richiesta, almeno, di tornare a parlare insieme. «Dal mio punto di vista c'è la necessità di discutere e capire quali siano gli impegni che la politica locale vuole assumere nei confronti dello sport, e in particolar modo di quali sport, non solo quelli di elite. L'accesso alla pratica è un diritto e non un privilegio. E vorremmo sapere cosa pensa davvero l'amministrazione di un settore fondamentale per la vita dei cittadini. Ci vuole un chiarimento perché lo sport è uno strumento trasversale di aggregazione e i traguardi della Uisp sono riconosciuti pubblicamente dal Coni, come dimostrano le recenti parole di stima pronunciate dal presidente nazionale Gianni Petrucci durante la conferenza stampa di fine anno a Roma». Ma i pensieri del presidente del comitato territoriale si trasformano anche in un monito da lanciare nel cuore del gruppo. Chiude Barzagli: «Con il 2011 è giunto il momento di ridiscutere la situazione interna all'Uisp e non solo i rapporti con le istituzioni. Per questo entro febbraio sarà convocata una conferenza di organizzazione». J.M.
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