Gioco
Favola Bardi, dall'Ardenza alla corte di Leo
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GIOIELLO. Francesco Bardi Contratto fino al 2015 con l'Inter. «Un sogno, ma il cuore resta qui»
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LIVORNO. Due righe scarne. Uno comunicato pubblicato sul sito della società: «L'As Livorno Calcio annuncia ufficialmente la cessione a titolo temporaneo con diritto di opzione per la compartecipazione del calciatore Francesco Bardi (portiere, classe 1992) alla società Fc Internazionale Milano». Trenta parole che cambiano la vita del gioiellino (ex) amaranto che si veste di nerazzurro, trasferito (detto senza tecnicismi) in prestito con diritto di riscatto ai campioni del mondo. Lui, il bimbo di Colline, tocca il cielo con un dito e parla già da interista. Il suo 2011 è già fantastico e siamo appena al terzo giorno.. Francesco, questo può essere un passaggio decisivo per la tua carriera. Prova a descrivere le tue emozioni. «Non è facile. Sono stato prelevato da una delle società più importanti del mondo. Tra due settimane compio 19 anni. E' qualcosa di straordinario. Adesso ho appena visitato il centro tecnico di Interello. Poi andrò ad Appiano Gentile. Mi sembra di sognare. Sono così contento che non vedo l'ora di mettermi a disposizione e la felicità supera di gran lunga la paura che può esserci quando ci si deve misurare con realtà importanti come questa». La trattativa quando è decollata? «Durante le vacanze natalizie avevo sentito qualche mio compagno di Nazionale che milita nell'Inter. Mi era stato detto che l'allenatore della Primavera nerazzurra, Fulvio Pea, mi stima. Ma da lì all'approdo a Milano ce ne passa. Insomma, pensavo che fossero chiacchiere. Poi il mio procuratore Rispoli mi ha spiegato che l'interessamento era reale». Per ora andrai a rinforzare il settore giovanile interista o c'è già qualche spiraglio per allenarti con la prima squadra? «Non lo so. Non credo di poter aspirare a tanto. Anzi. A dirla tutta non credo neanche di avere il posto assicurato nella Primavera». Hai sentito il presidente Spinelli? «Non ancora. Spero di poterlo salutare». Hai già incontrato l'altro livornese dell'Inter, Dell'Agnello? «No. E' accaduto tutto così velocemente che non ne ho avuto il tempo materiale. Ma non mancherà occasione. Anzi lui mi farà un po' da Cicerone». Che cosa dici ai tifosi del Livorno? «Che sono uno di loro. Sono livornese e tifoso della nostra squadra. A Livorno lascio un pezzo del mio cuore. Con la maglia amaranto ho avuto il privilegio di debuttare in serie A e quel giorno, anche se eravamo già retrocessi e a Parma perdemmo 4-1, resterà per sempre nei miei ricordi più cari. Indossare i colori della propria città regala vibrazioni difficilmente ripetibili anche se chiaramente oggi sono molto contento di essere all'Inter». Hai firmato un contratto che ti lega alla società di Moratti per quanti anni? «Per i prossimi quattro anni e mezzo, se me la cavo, resto in nerazzurro. Ho firmato fino al 2015, ma sono a metà tra Inter e Livorno per cui potrei ancora tornare indietro e difendere la porta amaranto. Magari chissà, anche in prestito». F.P.
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