Gioco
Bechi, e Livorno si risiede in panchina
Andrea Masini
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AL LAVORO. Luca Bechi e Alessandro Ramagli Dopo Ramagli un altro ritorno. «Salvo Brindisi insieme ai tifosi»
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LIVORNO. Dopo Alessandro Ramagli (3 vittorie in 5 uscite sulla panchina di Teramo), anche un altro allenatore livornese torna in pista. Si tratta di Luca Bechi, l'uomo in grado di guidare l'Angelico Biella ad una storica semifinale scudetto (stagione 2008/2009) e che la Enel Brindisi ha scelto con la speranza di riemergere dalle sabbie mobili. Un compito tutt'altro che semplice: la squadra ha raccolto solo 4 punti, compromettendo e non poco il cammino salvezza. Ma è stata proprio l'importanza della sfida a convincere Bechi, un coach emergente che, innanzitutto, vuole riportare una ventata di entusiasmo nei dintorni del PalaPentassuglia. «Il fattore psicologico gioca un ruolo fondamentale, soprattutto nelle squadre neopromosse. E quindi adesso il primo obiettivo è recuperare nel più breve tempo possibile la sicurezza nei propri mezzi. L'ambiente è un po' abbattuto, ma non potrebbe essere altrimenti». Appena due allenamenti, e la Enel targata Bechi oggi (palla a due ore 16, diretta sul canale 202 della piattaforma Sky, ndr) proverà a sgambettare la Scavolini Pesaro... «Dovremo scendere in campo concentrati, in 48 ore è impossibile preparare a dovere una partita. Ma ciò non vuol dire assolutamente sentirsi battuti in partenza, e inoltre sono sicuro che il calore del pubblico brindisino reciterà un ruolo decisivo». Quattro mesi di basket vissuti dall'esterno: che opinione ti sei fatto del campionato? «Un torneo molto equilibrato, tutti vanno alla ricerca della semplicità. Per quanto riguarda le prestazioni individuali, invece, una parola la spendo per Daniel Hackett (figlio di Rudy, pivot Libertas anni'80, e in forza alla Scavolini Pesaro, ndr), protagonista di una prima parte di regular season davvero sorprendente». L'allargamento dell'Europeo da 16 a 24 squadre ha spianato la strada della qualificazione anche all'Italia. Quanto margine di miglioramento ha la squadra di Pianigiani? «Discreto, nel senso che è un gruppo giovane, allenato da uno staff di livello assoluto. Se poi i 3 Nba (Gallinari, Bargnani e Belinelli, ndr) riuscissero ad inserirsi nei meccanismi, allora la faccenda potrebbe farsi davvero interessante». A Livorno ormai il grande basket lo si guarda in tv. E purtroppo fino a oggi nessuno si è veramente esposto su un'eventuale rinascita... «In questo momento c'è tanta quantità, con Libertas e Don Bosco a capo di una folta batteria di realtà che lavorano bene. A mio modesto avviso, però, ora i campanilismi dovrebbero essere messi da parte, favorendo lo sviluppo di un progetto che sfoci in una prima squadra». A settembre sei stato avvistato nei dintorni di Toronto... «Grazie a Renato Pasquali, che è il responsabile del settore squadre nazionali canadesi, e ai Toronto Raptors ho avuto modo di vedere in presa diretta come lavorano oltreoceano». Biella, Bechi e... «Ricordi. Tanti, bellissimi, ricordi. Sia dal punto di vista prettamente sportivo, che umano». In ultima battuta: ti aspettavi un Ramagli tanto aggressivo? «Sinceramente sì, conosco bene Ale e di cosa è capace. Mi auguro di fare lo stesso a Brindisi».
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