Sicurezza
Fides, il laboratorio della sciabola
Mario Orsini
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PROMESSE. Guarneri, Sartori, Baldini e Tarantini 50 eredi di Montano arrivano da tutta Italia. E c'è anche una russa
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LIVORNO. Una full immersion di tre giorni, a cavallo di Natale e Capodanno. Al glorioso circolo Fides la grande scherma giovanile è stata d'attualità. In pedana gli eredi designati di Aldo Montano, Gigi Tarantino, Gioia Marzocca e Ilaria Bianco. O se preferiamo: il futuro prossimo della sciabola italiana. In tutto, una cinquantina di giovani spadaccini, provenienti da tutta Italia. In programma un raduno collegiale atipico: ogni atleta ha partecipato a proprie spese e su invito. Livorno si è confermata, una volta di più, anche a livello giovanile, capitale della sciabola. Grazie ai propri dinamici dirigenti ed ai suoi bravi maestri: Nicola Zanotti e Diego Pardini. «Non pensavamo di avere un'adesione così massiccia. Speriamo di ripetere, altre volte anche durante l'anno, questa bella esperienza. In sala ho visto tanto entusiasmo. Nei ragazzi c'è tanta voglia di stare insieme, confrontarsi, crescere e migliorarsi. Ringrazio la direzione dell'hotel Atleti che è venuta incontro, con un'opportuna convenzione, ai nostri ospiti", precisa il maestro Zanotti e Pardini aggiunge: «Siamo contentissimi. Abbiamo vinto la nostra scommessa. Vedere arrivare, a proprie spese, durante le festività, trentatré ragazzi e diciotto ragazze è un eccellente risultato. Soprattutto tenendo conto che molti sono arrivati da lontano. Alcuni anche Udine, Torino, Foggia, Varese». Soddisfatto anche il presidente federale Paolo Azzi: «Davvero una bella iniziativa. Organizzata, con la benedizione del ct Sirovich, in maniera ottimale e nei tempi giusti. La sciabola italiana ha bisogno di crescere e per farlo deve valorizzare i propri giovani. Qui c'è uno splendido impianto, ci sono ottimi maestri e una tradizione radicata. Insomma le condizioni ideali per affinare la preparazione in vista della nuova e scoppiettante stagione agonistica». Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente regionale Edoardo Morini. «La sciabola è un'arma splendida, ma anche difficile. Dobbiamo lavorare per aumentare il numero dei praticanti e moltiplicare raduni come questo. Livorno, per la sua posizione geografica quasi baricentrica nella penisola, la sua vicinanza ad aeroporto ed autostrada, ha le caratteristiche giuste per ospitarli». A darsi battaglia sulle dieci rinnovate pedane anche tanti volti conosciuti. Ragazzi e ragazze che a livello giovanile, in giro per il pianeta, si sono già messi collo medaglie importanti. Mondiali ed europee comprese. Tra loro la romana Paola Guarneri (classe 1990), l'udinese Caterina Navarria ('92) sorella della spadista Mara, la bolognese Ginevra Tarantini ('92), la piccola lucchese Micol Azzi ('96), i romani Enrico Berré ('92) e Gabriele Foschini ('90), il bolognese Fabrizio Marino ('90), il lucchese Stefano Sbragia ('90), l'astro nascente Marco Locci ('96), il torinese Riccardo Nuccio ('91), il romano Stefano Scepi ('92). Ad accoglierli anche diverse giovani promesse "indigene". I loro nomi? Maria Vittoria Sartori ('92), Benedetta Baldini ('93), sorellina del grande Andrea, Tommaso Saviozzi ('92) e Giulio Vecchi ('91) fratello di Irene. Non è mancato neppure un pizzico di internazionalità. Presente pure la giovane russa, di San Pietroburgo, Alina Ozolina, medaglia d'oro a squadre ai recenti europei. In questo caso però anche per questioni di cuore. "Ci frequentiamo da tempo. E ci incontriamo soprattutto in occasione delle gare internazionali. Io sono stato un paio di volte anche a casa sua e lei a casa mia», spiega Stefano. Nell'era della globalizzazione consolidata, la scherma, anche livello giovanile, non ci sta a rimanere indietro e si adegua. In tutti i sensi, s'intende.
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