Il Tirreno

Livorno

«Playoff, il nostro pensiero fisso»

Renzo Marmugi
<b>AVANTI.</b> Bepi Pillon indica al suo Livorno la strada dei playoff
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AVANTI. Bepi Pillon indica al suo Livorno la strada dei playoff

Pillon: ci mancano dei punti, per ritrovarli bisogna eliminare le pause

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 LIVORNO. L'uomo con la slitta e le renne è tornato a Rovaniemi, si ricomincia a lavorare. Anche Bepi Pillon dopo otto giorni di ozio ha richiamato la truppa amaranto al centro Coni di Tirrenia. Fine delle vacanze, con cinque partite in 23 giorni il mese di gennaio sarà una tappa fondamentale nel cammino del Livorno verso i playoff. Il ritorno in pista è anche l'occasione per fare il punto col tecnico di Preganziol.  Mister, cosa prevede il menù di questa settimana?  «Dovremo lavorare parecchio: quattro giorni di doppio allenamento mattina e pomeriggio, due sedute singole e un'amichevole domenica allo stadio contro una squadra di Eccellenza, il Pro Livorno Sorgenti, per riabituarci al clima partita. Nei dettagli faremo un richiamo del lavoro atletico svolto in estate e poi anche tecnica, ovviamente. Perché venerdì 7 gennaio c'è la trasferta di Frosinone, e il Livorno dovrà essere pronto».  Il 2010 va in archivio. Com'è il bilancio amaranto?  «Positivo. Nonostante una partita in meno siamo dentro i playoff, mi sembra che i conti tornino. Anche se resta un piccolo rammarico per qualche punto imprevisto perso in casa. Ma il gruppo era nuovo e qualche incidente di percorso andava messo in preventivo. Dopo il ko di Novara il Livorno ha fatto una striscia di sette risultati utili, poi una pausa, quindi si è ripreso di nuovo (10 punti in 4 partite). Non dobbiamo avere più alti e bassi, il segreto per stare nella zona nobile della classifica è soltanto questo».  Quali sono i risultati che ancora bruciano nella testa di Bepi Pillon?  «Contro il Portogruaro in casa abbiamo giocato molto male, mentre l'1-1 col Siena mi è rimasto qui (e si tocca la gola, ndr). Meritavamo di vincere, senza discussioni. La prima col Sassuolo invece è stata una partita strana, atipica, e il pareggio col Pescara - che al momento ha fatto storcere la bocca a molti - è stato valorizzato dallo stesso risultato che gli abruzzesi hanno strappato una settimana dopo a Novara. Con noi hanno segnato con un mezzo tiro in porta, a Novara invece potevano anche prendersi il bottino pieno. E poi c'è il rammarico anche per i verdetti contro la Triestina e a Crotone: un pareggio ci stava...».  Non c'è il rischio di arrivare il 7 gennaio in campo a Frosinone con le gambe dure?  «L'esperienza degli anni precedenti mi dice di no. Ma questo richiamo atletico va fatto per arrivare con le gambe giuste nel momento cruciale della stagione. Il semplice lavoro estivo non può bastare».  Che voto darebbe al Livorno e a Pillon?  «A me sufficiente, un sei. Alla squadra otto».  Gennaio è un mese terribile: cinque partite in calendario (quattro più il recupero col Padova) e il mercato che potrebbe distrarre più di un giocatore.  «Vero, per un allenatore gennaio è il mese più brutto, ma qui a Livorno esiste una linea ben precisa, concordata in pieno con la società. Io voglio prendere ciò che realmente mi serve, non qualcuno tanto per il gusto di cambiare. Muovere le pedine non ha senso, prima di fare così preferisco tenere chi sta lavorando con noi da sei mesi. Arrivi più che mirati, dunque, e solo gente che aiuti la squadra a crescere. Fermo restando che se qualcuno non è contento la porta per andare via è sempre aperta».  Cacia, Martinetti, Bruno, Mastronunzio, Abbruscato, Santoruvo. Tanti potenziali nomi buoni per rinforzare l'attacco...  «Bisogna vedere chi alla fine si sposterà veramente. E' una valutazione che devono fare Spinelli e Signorelli: fino a oggi ci siamo mossi in perfetta sintonia, sono convinto che sarà così anche nella finestra di mercato di gennaio».  Avallerà lo scambio Knezevic-Zoboli col Brescia?  «No, quando sta bene per noi Knezevic è troppo importante, e a me la società non ha detto niente di questa eventualità. Con Perticone, Miglionico e Knezevic la nostra difesa è una garanzia».  Il presidente ha lasciato balenare l'idea di un possibile rinnovo del contratto di Pillon.  «Lasciamo perdere, questi discorsi portano anche male. Io voglio soltanto far bene il mio lavoro a Livorno: ho mangiato il panettone e spero di arrivare all'uovo di Pasqua. Il resto si vedrà».  Il rinvio della partita col Padova fa ancora discutere. Sa tanto di vittoria politica del club veneto. Che potrà venire a Livorno il 25 gennaio recuperando gli infortunati e magari con due-tre pezzi nuovi.  «Io dico solo una cosa: la Lega non doveva creare un precedente. Anche l'Empoli per andare a Torino e il Frosinone a Sassuolo hanno affrontato viaggi interminabili. Il recupero il 25? Io avrei preferito l'11 gennaio, ma dobbiamo adeguarci».  

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di Redazione web