«Non abbiamo giocato per lealtà»
Fabrizio Pucci
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PATRON. Aldo Spinelli, nuovamente coinvolto dopo la delusione post retrocessione Spinelli e il rinvio. «Fare la guerra al Padova era antisportivo, giusto così»
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LIVORNO. Il rinvio della partita con il Padova, poi il bilancio del primo segmento di stagione, i propositi per il futuro e le strategie di mercato. L'ultima domenica prima di Natale ci consegna un Aldo Spinelli a tutto campo e che tocca tutti gli argomenti di maggiore interesse di casa amaranto. Parla senza soste, carico, soddisfatto. Presidente che cosa pensa della decisione di non far disputare Livorno-Padova? «Sono molto dispiaciuto, soprattutto per i tifosi, noi ci siamo uniformati alla decisione della Lega di serie B. Comunque credo che ci siamo comportati molto bene. Il Padova ci ha ringraziato. Abbiamo fatto un bel gesto. I loro giocatori avevano affrontato un viaggio di quattordici ore e non sarebbero scesi in campo nelle migliori condizioni psicofisiche. E ditemi voi con quale spirito avrebbero giocato i nostri, sapendo che avrebbero approfittato della loro situazione di disagio. Scendere in campo a tutti i costi sarebbe stato antisportivo e quindi non da Livorno. Noi abbiamo un'etica precisa che intendiamo rispettare sempre. Capisco i tifosi, ma spero che apprezzino la nostra linea di comportamento improntata alla massima lealtà sportiva». Già, ma l'Empoli ha giocato a Torino dopo un viaggio disastroso... «Lo so, ma una volta arrivata la richiesta di rinvio da parte del Padova abbiamo sentito il dovere morale di prenderla in considerazione. Poi è arrivato il fax della Lega». Peccato perché il Livorno stava attraversando un ottimo periodo di forma. «È vero. Sono convinto che avremmo fatto una bella partita. E poi sarebbe stata l'occasione per augurare ai nostri tifosi buone feste». Sul piano dei risultati, arriviamo alla sosta natalizia con il sorriso sulle labbra. «Sì. Noi abbiamo sbagliato tre partite che dovevamo vincere: Sassuolo e Triestina in casa e anche a Crotone. E non dimentico il pari interno con il Portogruaro. Senza questi risultati negativi non dico che saremmo al livello del Novara, ma quasi. Avete visto il Pescara? Dopo il loro pareggio in casa nostra qualcuno ha storto il naso, poi gli abruzzesi sono andati a far punti a Novara. Insomma, sono soddisfatto di quanto abbiamo fatto fino a questo momento». Sta per arrivare gennaio e i tifosi si interrogano sulle mosse del Livorno. «Innanzitutto dobbiamo sfoltire la rosa. Il nostro monte ingaggi è da serie A anche se siamo in B. Venendo alla sua domanda, abbiamo tanti difensori, troppi. E anche in attacco c'è qualcuno che fatica a trovare spazio, visto l'affollamento. Un nome su tutti: Volpe. Il ragazzo sarà ceduto in prestito. E' giovane ed è giusto che vada a giocare». Strategie di mercato già definite, allora? «Tra domani (oggi ndr) e martedì faremo una riunione qui a Genova insieme a Elio Signorelli e al direttore Gardini e così stileremo un piano. E' chiaro che il parere del tecnico Pillon è importante. È proprio l'allenatore che stabilisce quali sono le pedine di cui non può fare a meno e ciò che secondo lui serve per questa squadra. Ma abbiamo le idee chiare e sappiamo come muoverci». Parliamo della situazione di Tavano. Il suo contratto è in scadenza. Può partire a gennaio? «No. Non si tocca. Sul mio tavolo non è arrivata alcuna richiesta. Né da società, né dal ragazzo che quindi non mi risulta voglia andare via. E comunque prima di cedere un giocatore dobbiamo sempre passare da Pillon. Poi, giusto per fare un esempio generico, è chiaro che se un ragazzo non vuole più stare a Livorno, cerchiamo di accontentarlo perché non vogliamo musi lunghi all'interno dello spogliatoio». Le voci su un Miglionico che potrebbe tornare in Uruguay? «Fantasia. Non c'è niente di vero. Sono molto affezionato a questo giocatore. E' un'ottima persona, si fa sentire in campo e anche nello spogliatoio. Figuriamoci se intendiamo disfarci di uno come Martin. Ma ripeto, nessuno vuole andare via e non intendiamo mandare via nessuno eccezion fatta per quanti hanno giocato meno». E quindi? «Quindi una volta sfoltita la rosa vedremo quali movimenti in entrata possiamo fare».
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