Gioco
Saverio e Lorenzo, angeli azzurri
Andrea Masini
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GIOIA AZZURRA. Saverio Mazzantini (a destra) e Lorenzo Benvenuti del Don Bosco Mazzantini e Benvenuti in nazionale: «Gioia incredibile»
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LIVORNO. La classe non è acqua. E a Livorno quando si parla di classe, almeno in ambito cestistico, viene in mente il Don Bosco, società che da anni e anni sforna talenti in quantità industriale. Tommaso Fantoni, oggi punto di forza della Fastweb Casale Monferrato in Legadue, è solo l'ultimo tassello di una batteria illimitata, di cui fanno parte anche numerosissimi elementi come Garri, Cotani, Pierich. Stiamo parlando di Saverio Mazzantini e Lorenzo Benvenuti, rispettivamente guardia e pivot dell'Under 17 Eccellenza guidata da coach Lorenzo Tonti, che due settimane fa hanno partecipato al torneo internazionale di Iscar (Spagna) con la rappresentativa Under 16 italiana. «Indossare la canottiera della nazionale è una sensazione unica - affermano i due gioielli di casa Don Bosco - e il torneo in Spagna si è rivelato prezioso sotto vari aspetti. Vivere a 15 anni un'avventura del genere non ha prezzo, tutti desiderano più qualunque altra cosa al mondo di leggere un giorno il proprio nome sulla lista delle convocazioni». Due ragazzi semplici Saverio e Lorenzo, teneri, umili, educati. Mai una parola fuori posto, neppure quando il ds Fabio Poggianti li provoca un po': «La kermesse di Iscar rappresenta un punto di partenza - attacca Benvenuti - sarebbe un errore madornale pensare il contrario. Anche perché formazioni del calibro di Polonia, Turchia e Russia hanno messo in mostra un'intensità di gioco incredibile. Sul piano tecnico, invece, ce la siamo giocata, senza rimanere a bocca aperta davanti a nessuno». Al momento coach Tonti può contare su uno degli assi guardia-pivot più forti dell'intero stivale. «Non esageriamo - prosegue Mazzantini - la strada è ancora lunga e tortuosa. Naturalmente, per quanto mi riguarda, cercherò di arrivare il più in alto possibile». Da 11 stagioni a questa parte sulla panchina Under 16 siede Antonio Bocchino, un "guru" del panorama cestistico giovanile che aveva già avuto in dote altri due atleti livornesi, Edoardo Persico e Fabio Vannini: «Il coach è un grandissimo motivatore, durante la partita non molla davvero mai, e questo per un giocatore è un dettaglio di fondamentale importanza». Dietro alla soddisfazioni personali, però, c'è il lavoro di una società solida, un autentico serbatoio azzurro: «Esatto - concludono Saverio e Lorenzo - e a tal proposito volevamo ringraziare il Don Bosco e il nostro allenatore. Senza i loro consigli, forse oggi la maglia azzurra sarebbe ancora un sogno nel cassetto».
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