Gioco
Il Livorno fa il colpo col 50% di Surraco
Alessandro Bernini
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FLASH DA PIACENZA. A sinistra labbraccio degli amaranto dopo il gol decisivo di Surraco; al centro uno striscione dei tifosi amaranto dedicato a Yara, la ragazza scomparsa da diversi giorni nel bergamasco; a destra Dionisi in azione Signorelli: «Sì all'opzione, lo riscattiamo». Un affare da 750mila euro
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LIVORNO. Il Livorno mette il suo "scooter" in garage. Il quinto gol in stagione di Juan Ignacio Surraco ha esaltato tutti, anche Aldo Spinelli che si è gustato in poltrona l'ennesima perla del ragazzo (23 anni...) uruguagio, nato a Montevideo ma esploso nel Central Espanol. E allora ecco l'ordine secco. «Quello non va lasciato sfuggire». Il contratto è nella cassaforte di via Indipendenza e parla chiaro: l'Udinese ha concesso al Livorno il prestito ma anche il diritto di riscatto della metà per 750mila euro. E quel diritto, il Livorno lo eserciterà subito. Lo conferma anche Elio Signorelli, l'uomo che in estate ha tessuto la tela sull'asse Udine-Ancona-Livorno cogliendo al volo l'occasione appena i marchigiani sono falliti. «Sì, abbiamo deciso di puntare su questo ragazzo. Ha ottimi mezzi, è giovane e può ancora crescere, l'importante è che continui a lavorare con intensità. Riscatteremo il 50% alla cifra già stabilita, con l'Udinese i rapporti sono buoni». Un affare sotto il profilo tecnico ma anche economico. La valutazione di Surraco è già intorno ai 3 milioni di euro, ma destinata a impennarsi se il ragazzo firma un girone di ritorno al livello dell'andata. Oltretutto Juan Ignacio è anche molto ben voluto nello spogliatoio: non lasciatevi ingannare da quel diluvio di tatuaggi che spuntano ovunque, è tutto fuorché un duro. Insomma, una buona notizia che va a incastonarsi in un weekend da leccarsi i baffi. Perchè il Livorno a Piacenza ha confermato la sua vocazione: gioca meglio in trasferta o con le big, ovvero nelle partite in cui gli spazi sono maggiori. Non è un caso che il grigio tic-toc sia durato un tempo, finché il Piacenza si è chiuso dietro. Trovato il gol, trovati gli spazi, il Livorno ha dominato. Pregi e difetti abbastanza evidenti. Per coprire questa pecca servirebbe una prima punta forte (inutile prendere una mezza tacca), di stazza, che in certe partite può consentire di saltare il centrocampo e giocarsela con un totem piantato lassù e i piccoletti (Dionisi, Surraco e non solo) che si inseriscono da dietro. E questo lo sa Bepi Pillon, lo sa la società. Intanto però gustiamoci questa squadra coraggiosa, che lotta, che ha un'anima. Solida dietro dove Perticone è ormai un leader a 360 gradi e dove Knezevic è finalmente tornato al top. Succosa nel mezzo, perché in serie B Luci e Iori sono due signor giocatori che non devono guardare nessuno dal basso verso l'alto, anche grazie all'aiuto prezioso di Schiattarella. Piccante in avanti dove Surraco è un peperoncino indigesto agli avversari, Dionisi un tuttofare e Tavano può ancora fare meglio. La classifica strizza l'occhio. E lasciamo stare i rimpianti per i punti persi in casa. Anzi, possiamo pensarci ma per rafforzare una convizione: si può fare ancora meglio.
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