Gioco
Pugilato. Stasera cè il polacco Grabiec
Lenny Bottai, rientro sul ring di Mantova
Mario Orsini
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LIVORNO. You'll never walk alone: "Non camminerai mai da solo". Sale alto il tam tam dei tifosi di Lenny Bottai, che in tanti oggi andranno a Mantova, nel giorno del ritorno sul ring del loro beniamino. Il match. Per Lenny Bottai, della "Boxe Cavallari", un avversario ostico. Il polacco Adam Grabiec. Sette anni più giovane, un bel curriculum alle spalle e una cintura prestigiosa - campione del Baltico - nel cassetto. Insomma un tipino da prendere con le molle. D'altronde non è una novità. Lenny negli anni non ha mai cercato scorciatoie e avversari di comodo, e neppure stavolta. Anche se avrebbe potuto permetterselo. Non è suo stile per rispetto di se stesso e dei tifosi. Il pronostico. Certamente dalla parte di Lenny. Ci mancherebbe altro. Però in questo sport, più che in altri, niente e scontato. E lui lo sa benissimo. Per questo oltre a classe e determinazione, questa volta è pronto a scaricare sul ring anche quella rabbia che gli cova in corpo dall'ingiusta sconfitta nel match tricolore dei superwelter, di Prato, contro Francesco Di Fiore. Il ricordo. Di Mantova Lenny ha un ricordo bello e brutto allo stesso tempo. Basta ascoltarlo: «Nel 2008 contro l'ostico calabrese Giuseppe Margiotta, fu un match intenso e difficile. Alla prima ripresa rimediai un brutto colpo che mi costò un conteggio e cinque punti di sutura, poi risalii pian piano la china e trascinato dal mio pubblico vinsi bene ai punti venendo fuori alla distanza». E per il match con Grabiec? «Ha conquistato la cintura del Baltico con un avversario quotato. Sarà battaglia, cioè quello che si aspetta chi viene a vedere una riunione di pugilato. Sarà un match per me fondamentale, non certo di passaggio. Devo mettermi alle spalle alcune situazioni poco simpatiche, tornare sul ring e rivivere le sue emozioni, per ricreare le condizioni per reinserirmi nel giro di un titolo importante. Al momento non faccio grandi progetti, devo come sempre andare per gradini».
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