Gioco
«Nessun violento al Gigante A Campiglia ci hanno provocato»
Marco Tinti-Gigante
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Non ho picchiato l'arbitro, non picchio i ragazzini diciottenni, il direttore di gara è andato via con le proprie gambe e si è fermato a parlare con me per porgere le sue scuse. Sono molto amareggiato nell'avermi visto additare come persona aggressiva e scorretta, e quindi voglio fare chiarezza sull'accaduto. Primo: i nostri tifosi, che erano otto e non 40, non hanno invaso il campo e al momento della rissa si trovavano al bar dell'impianto sportivo. Secondo: un nostro tifoso con fidanzata minorenne è stato strattonato prima della gara da nun dirigente o custode. Terzo: siamo stati picchiati in campo con colpi pesanti, ma siamo sempre stati zitti aspettando che l'arbitro prendesse provvedimenti peraltro mai arrivati. Quarto: l'arbitro, molto giovane e inesperto, non ha saputo dirigere la gara, noi nsiamo stanchi e chiediamo di essere diretti da una terna che però la Federazione non ci mette a disposizione. Quinto: mio figlio ha subito una gomitata che gli è costata la frattura dello zigomo: sarebbe bastato espellere i responsabili e la partita avrebbe potuto proseguire regolarmente. E' stato in quel momento che, preso dalla rabbia ed avendo trovato il cancello aperto mi sono diretto dal calciatore che ha colpito mio figlio e gli ho dato un pugno, rioconosco il mio sbaglio e chiedo scusa, ma non voglio passare per aggressivo, chi mi conosce sa benissimo che mi adopero sempre per il prossimo aiutando chi è in difficoltà, ma il mio istinto di genitore è venuto fuori e ho preso le difese del mio ragazzo. Purtroppo siamo caduti nella provocazione, ma tengo a precisare che nessuno della nostra società o squadra ha picchiato il direttore di gara, anzi un nostro giocatore e l'allenatore sono stati colpiti. Il fatto che adesso ci giungano delle telefonate di scuse da parte dei dirigenti del Campiglia la dice lunga sull'accaduto, a loro vorrei dire che non accettiamo scuse dopo essere stati diffamati: nessuno di noi è stato identificato dalle forze dell'ordine.
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