La protesta
L'abbraccio dei compagni a Tavano
Fabrizio Pucci
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4 ANNI. Ciccio Tavano, in amaranto dallestate del 2007 Perticone: «È il mio capitano». Ma l'addio, giugno o gennaio, è sicuro
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LIVORNO. Questione di punti di vista. La società pare decisa: il futuro di Tavano non sarà colorato d'amaranto. Intanto però la squadra abbraccia il suo bomber. Lo aspetta, lo coccola, lo fa sentire importante in attesa che torni ad essere decisivo ora che i suoi malanni fisici sono un ricordo. L'episodio. Match casalingo con il Pescara. Ottavo minuto della ripresa. Il dirigente Bini alza la lavagna luminosa e certifica il cambio: fuori il numero 7 Pagano e dentro il numero 10 Tavano. Lontano una quarantina di metri c'è Perticone, promosso sul campo capitano, stante l'assenza di Ciccio. Il difensore si sfila la fascia, percorre di corsa la distanza che lo separa da Tavano e prova a restituirgli i gradi del comando che gli furono assegnati dallo spogliatoio tre anni fa. Operazione vietata. Ma il bel gesto del difensore non è passato inosservato. E lunedì sera, durante la festa del Club Rondina, Perticone è tornato sull'argomento. Prima scherzandoci su, poi con una dichiarazione forte: «Sabato l'arbitro mi ha impedito di mettere la fascia al braccio di Tavano. Alla luce di quanto visto in campo, è stato l'unico momento in cui ha applicato il regolamento. Per il resto della partita se n'è infischiato». Mastica amaro Perticone. Poi il ragazzo di Melzo ha preso posizione: «Credo che quello fosse un gesto doveroso. Ciccio Tavano è e resta il mio capitano». La situazione. Il numero dieci amaranto è in scadenza di contratto. Nei mesi scorsi sono andati a vuoto i tentativi di rinnovo con relativa spalmatura dell'ingaggio che ammonta a 800mila euro netti. Nelle ultime settimane il presidente Spinelli ha rilasciato dichiarazioni eloquenti: «I contratti in scadenza sono pagine che si stanno chiudendo». Chiaro come il sole. Tra l'altro Tavano a marzo compie 32 anni. L'attaccante casertano, insomma, non è più un ragazzino e la sua carta d'identità è in controtendenza con la linea della società decisa a puntare sui giovani. Le prospettive. Scartata l'ipotesi del rinnovo del contratto, restano altre due vie. La prima: arrivare a giugno dopo di che Tavano sarà libero. La seconda: cedere il giocatore a gennaio. E in questo caso ci sono altri distinguo da fare. In realtà pare difficile trasferire Ciccio nel mercato invernale perché nessuno è disposto a comprare ciò che dopo 5 mesi può aver gratis Proprio per questo il prezzo del cartellino del giocatore, a gennaio sarebbe comunque basso. Semmai Spinelli potrebbe fare un discorso diverso: se Tavano va via subito il presidente risparmia la metà dell'ingaggio più i contributi che ammontano all'altra metà dello stipendio del giocatore per un ammontare complessivo di 800mila euro tondi tondi. Non proprio bruscolini. Certo, non ci sarebbe più Ciccio fino a giugno, ma quegli 800mila euro non spesi per lui potrebbero essere investiti per l'acquisto di un altro attaccante. Ipotesi. Il giro virtuoso sarebbe già pronto. Al Catania piace Tavano e al Livorno piace Granoche del Chievo il cui prezzo rischia di lievitare dopo i tre gol in tre giorni della scorsa settimana. Altri movimenti. Dionisi sta disputando un bel campionato e il suo nome è finito sul taccuino degli osservatori di alcune squadre di serie A. Il Livorno ha già risposto picche al Parma. Spinelli ha blindato il gioiellino di Rieti. Ma ora c'è da resistere all'offensiva della Fiorentina. Gli emissari della società viola erano sabato al Picchi e si sono accreditati per assistere a Piacenza-Livorno di sabato. Ma "Dio", Firenze, la vedrà solo in cartolina.
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