Il lutto
«Ho sbagliato ad aggredire l'arbitro»
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GIGANTE. La formazione che partecipa al campionato di Terza Tinti, presidente del Gigante, racconta la rissa di Campiglia
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LIVORNO. «Mi spiace, so perfettamente di aver sbagliato». Chi parla è Marco Tinti, presidente del Gigante, squadra di Terza categoria che domenica era di scena a Campiglia Marittima. È stato lui ad entrare in campo e colpire l'arbitro: il fischietto, Leonardo Capecchi, 18 anni, ha rimediato una contusione nella parte lombosacrale e quattro giorni di prognosi. Su quello che è successo al campo sportivo di Campiglia stanno indagando i carabinieri del luogo che sono intervenuti per identificare gran parte della quarantina di tifosi ospiti. Tre giorni di prognosi, recitava il primo il certificato dell'ospedale di Piombino per l'arbitro. Poi però Leonardo Capecchi è tornato a Grosseto e si è presentato al pronto soccorso del Misericordia poco prima delle 19. Il certificato parla di un «trauma contusionale» dovuto probabilmente a un calcio alla schiena. Il giovane arbitro è stato dimesso in tarda serata con quattro giorni di prognosi. Marco Tinti spiega. «Ripeto, ho sbagliato. Ma è bene fare chiarezza su quello che è accaduto: sotto di tre reti e ad un quarto d'ora dalla fine eravamo ormai rassegnati alla sconfitta. E proprio per questo vedere che un avversario, dopo aver subito un normalissimo fallo di gioco, ha colpito con una gomitata in faccia mio figlio Yari, provocandogli la frattura di uno zigomo, mi ha fatto perdere le staffe. Noi abbiamo sbagliato, ma siamo stati provocati». La gara è poi stata anche sospesa e tra l'altro, come racconta il presidente, anche il tecnico giallorosso Daniele Contini ha ricevuto un calcio: «Comunque dopo neanche cinque minuti tutto era tornato alla normalità - continua Tinti - tanto che secondo me non ci sarebbe stato bisogno di sospendere il match». Comunque, da entrambe le parti c'è già stato qualche chiarimento: «Da Campiglia abbiamo ricevuto e stiamo ricevendo delle telefonate di scuse, che mi auguro siano sincere. Comunque noi presenteremo ricorso per accertare i responsabili dell'accaduto. Praticamente non c'era nessuna barriera tra noi ed il campo, quando invece il regolamento impone che la società ospitante, oltre ad un addetto al campo che controlli gli accessi, doti l'impianto anche di barriere tra il campo e l'esterno. Andremo fino in fondo perché siano accertati i responsabili di questa situazione. Non dico assolutamente di avere ragione, ma non potevamo nemmeno continuare a prenderci delle botte gratuite. Yari ha vent'anni e l'avversario che lo ha colpito è stato scorretto prendendosela con un ragazzo molto più giovane. Anche lui dovrà pagare. E' stato un episodio spiacevole che non avremmo mai voluto accadesse. I tifosi non sono entrati in campo perché erano tutti nella zona del bar, lontano dal campo. Non è vero che hanno fatto invasione».
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