Il Tirreno

Livorno

Il Parma vuole Dionisi, Spinelli dice no

(al.ber.)
<b>ATTACCANTI. </b>A sinistra Pablo Granoche, a segno sabato con la maglia del Chievo; al centro Marco Bernacci ora fermo ma sempre sotto contratto con il Bologna; a destra Cellerino e Danilevicius, uno dei due potrebbe partire
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ATTACCANTI. A sinistra Pablo Granoche, a segno sabato con la maglia del Chievo; al centro Marco Bernacci ora fermo ma sempre sotto contratto con il Bologna; a destra Cellerino e Danilevicius, uno dei due potrebbe partire

Nel mirino una prima punta: Granoche si complica, idea Corradi, e rispunta Bernacci

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 LIVORNO. Le richieste prima o poi dovevano arrivare. Inevitabile, visto che Federico Dionisi è uno dei gioiellini del campionato di serie B e sulla sua carta d'identità c'è scritto 16 giugno 1987, dunque 23 anni appena. A bussare alla porta del Livorno è stato il Parma: Ghirardi vorrebbe Dionisi subito, già da gennaio, anche se per ora non c'è nessuna offerta cash o di giocatori.  Il Parma d'altronde ha un problema. Paloschi è fermo da tempo per infortunio e ne avrà ancora per un po', Marino vuole un attaccante giovane che sia un'alternativa a Crespo e Bojinov e dunque ha pensato a Dionisi.  Affare possibile? Spinelli ha già detto no, Dionisi non si muove e anche il ragazzo è felice di proseguire la sua avventura in amaranto. A 23 anni molto meglio essere protagonisti in B che panchinari (o in tribuna) in A. Insomma, dal Livorno è già arrivato un "no grazie" che chiude il discorso. E poi la società ha sempre parlato di "progetto", e un progetto vero deve essere portato avanti senza sgretolare i mattoni più importanti, le fondamenta.  Casomai, sempre parlando di attaccanti, la partita contro il Pescara ha confermato che manca da morire una prima punta. L'ha detto anche Pillon: «Quando gli avversari si chiudono a riccio, una soluzione è saltare il centrocampo con lanci lunghi ma noi non potevamo giocare così non avendo una punta di peso in grado di tener palla e far salire la squadra». Si dirà: mancavano Cellerino e Danilevicius. Vero, ma il primo deve ancora dimostrare tutto, il secondo non è mai stato una prima punta vera.  Quest'anno non c'è bisogno di rivoluzioni a gennaio. L'ossatura è buona, casomai ci sarebbe da sfoltire la rosa e inserire un elemento in grado di dare una sostanziosa mano in attacco. La classifica è buona, c'è un gruppo affiatato che vive in sintonia dentro e fuori dal campo, ci sono giovani che garantiscono il futuro. Quanto di buono è stato fatto in estate, va solo completato con l'ultimo tassello.  Come anticipato, il nome che piace al Livorno è quello di Pablo Granoche del Chievo. Il pressing è insistente. Piccolo problema: non aveva mai toccato campo, ora ha segnato 3 gol nelle ultime due partite tra Coppa Italia e campionato. L'ultimo proprio sabato: Pioli l'ha mandato in campo e lui ha trafitto Julio Sergio per il 2-2 finale. E così sale il prezzo e aumenta la concorrenza. Il Chievo potrebbe privarsi anche di De Paula, brasiliano, 27 anni, nome già accostato al Livorno ad agosto. Pillon non ha mai nascosto la sua stima per Bernacci ma il giocatore è fermo da agosto, bisognerebbe aspettare fine febbraio-marzo per averlo in condizione e forse il Livorno non può permetterselo. Un pensiero è stato fatto su Bernardo Corradi, 34 anni, minutaggio ridotto all'osso a Udine: non ha mai segnato tanto, ma le caratteristiche sono quelle che cerca il Livorno.

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di Redazione web