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Livorno

Un gollonzo e l'arbitro frenano il Livorno

Alessandro Bernini
<b>PROTESTE.</b> Pillon, capitan Perticone e De Lucia infuriati con l&#146;arbitro gi&agrave; alla fine del primo tempo
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PROTESTE. Pillon, capitan Perticone e De Lucia infuriati con l’arbitro già alla fine del primo tempo

Pareggio in rimonta col Pescara: segna Schiattarella ma quanti rimpianti...

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 LIVORNO. Hanno fatto infuriare anche mister fair play. Bepi Pillon, l'uomo che un anno fa ad Ascoli disse ai suoi giocatori «fermatevi e fate segnare la Reggina» dopo un gol "rubato" con l'uomo a terra. Stavolta non ce l'ha fatta, e al 93' si è fatto espellere.  La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il rigore non concesso a Tavano all'ultimo minuto, uno di quei penalty non clamorosi ma che in casa all'80% si danno. Oltretutto il signor Guida di Torre Annunziata aveva già cucinato abbastanza frittate, come quella incredibile nel primo tempo: fallo violento di Ariatti, l'arbitro va per tirare fuori il giallo, poi si accorge che il giocatore era già ammonito e allora ci ripensa.  Si è infranto qui il sogno amaranto di firmare la terza vittoria consecutiva. Non che il Livorno avesse giocato una grande partita, anzi, ma stavolta l'episodio giusto poteva fare la differenza. Un episodio come il gol casuale di Mengoni nel primo tempo, un episodio come il pareggio di Schiattarella nella ripresa proprio 30" dopo aver rischiato il 2-0. Non c'è stato un vero filo logico in questa partita, se non le difficoltà del Livorno a trovare spazi e ad alzare i ritmi.  Insomma, c'era anche il rischio che finisse peggio. D'altronde mai il Livorno, in casa, era riuscito a far punti in rimonta. E il vuoto cosmico del primo tempo lasciava presagire ben poco di buono. Già l'inizio era stato da ninna nanna, in più a complicare le cose era arrivato un gol fortunoso del Pescara. Perché il tiraccio di Mengoni su punizione da 30 metri sarebbe finito docile tra le braccia di De Lucia o fuori, ma una deviazione malefica di Iori in barriera si era rivelata fatale. Sopra di un gol, per il Pescara è nata la partita perfetta: il 4-4-1-1 dava superiorità sia in mezzo al campo (dove Soddimo faceva poco la seconda punta e molto il centrocampista) che naturalmente in difesa visto che Pagano giocava troppo largo e Dionisi finiva sempre in mezzo a tre. Risultato: bloccata la regia di Iori, bloccato Surraco a destra con Capuano e il raddoppio di Ariatti, e senza troppo spazi per far gioco, il Livorno si è rivelato consistente come carta velina.  Meglio la ripresa, con il bel gol di Schiattarella di testa su cross di Luci, anche se è bene ricordare una rete fallita da Soddimo davanti alla porta (sull'1-0) e un palo pieno dello stesso Soddimo (sull'1-1). Il resto è stato possesso di palla del Livorno, non sempre incisivo nonostante l'ingresso (positivo) di Tavano. Quando gli avversari si chiudono, una soluzione è buttare palla avanti per saltare il centrocampo: il problema è che la prima punta che tiene su la squadra (e sa far gol) non c'è. Ed è questo l'unico tassello sul quale si dovrà lavorare a gennaio.  

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