Il Tirreno

Livorno

«Ariatti andava espulso, e la partita cambiava»

R.M.
«Ariatti andava espulso, e la partita cambiava»

Perticone punta l'indice sull'episodio chiave. "Schiatta": un gol per me

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 LIVORNO. «La partita è stata condizionata dalla mancata espulsione di Ariatti alla fine del primo tempo». Romano Perticone è sereno, ma diretto. E va subito al cuore del problema: l'insufficiente direzione arbitrale di Marco Guida, 29 anni. Uno che in serie C era rimasto appena due anni (record italiano ex aequo con Trefoloni e Tagliavento), ma che al "Picchi" ha toppato di brutto.  «Il Pescara - sottolinea il capitano amaranto - meritava di restare in dieci all'intervallo, perché Ariatti ha commesso tre falli da dietro nettissimi, e avrebbe meritato il secondo cartellino giallo. Un episodio fondamentale, non certo secondario».  Un attimo e l'analisi di Perticone ricomincia: «Girano le scatole a prendere un gol come quello di Mengoni, che ha stravolto una partita altrimenti destinata allo zero a zero. Se il Pescara non segnava su deviazione quando mai l'avrebbe fatto? Il nostro primo tempo non è stato entusiasmante, però neppure fallimentare. E nel secondo abbiamo cercato di reagire, siamo cresciuti come ritmo, andando anche vicini a ribaltare il risultato».  Pasquale Schiattarella, primo sigillo con la maglia del Livorno. Davvero un bel gol. «Di testa - dice lo "scugnizzo" - ci avevo già provato col Torino, ma quella volta a due metri dalla porta ho centrato il palo in pieno. Contro il Pescara mi è andata bene, sono contento di aver ristabilito la situazione. Una dedica? A me stesso, per tutto quello che sto facendo e per l'impegno profuso anche durante la settimana».  Schiattarella, perché quella strana esultanza mimando un mitra che spara? È alla Batistuta? «No - precisa - nei giorni scorsi ho guardato un video con tutti i gol di Tavano notando che all'Empoli si inginocchiava e fingeva di sparare. Così gli ho detto: "Ciccio, se segno faccio come te". Rispettando la promessa».  45 minuti molli, poi la reazione. «Siamo partiti meno cattivi del solito - ammette 'Schiatta' - e loro pressavano molto per impedirci di ragionare. Nel secondo tempo bravi noi ad alzare il ritmo e a pareggiare. Il rigore su Tavano? A velocità normale sembrava limpido, invece l'arbitro ha lasciato proseguire».  Un punto guadagnato o due persi? «Il campionato di serie B è lunghissimo - chiude Schiattarella - e l'importante è muoversi. Prendete l'Empoli: in quindici giornate non aveva mai perso, poi si è infilato in tre sconfitte consecutive...».  Alessandro Lambrughi guarda avanti: «Bravi noi a rimetterla in piedi cambiando ritmo dopo un primo tempo lento. La reazione c'è stata, e questo è un dato positivo. L'arbitro? Gli è mancata l'uniformità di giudizio e un paio di episodi hanno lasciato dei dubbi, comunque non bisogna aggrapparsi ai fischi arbitrali. Guardiamo avanti, sabato prossimo andremo a Piacenza cercando di fare un altro tipo di partita».

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