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Pagano, comincia un altro campionato

Pagano, comincia un altro campionato

«Avevo un blocco mentale, questo gol per me vale tantissimo»

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 LIVORNO. «Avevo un blocco a livello mentale, la partita di mercoledì a Bergamo me l'ha fatto andare via». Biagio Pagano in sala stampa è il ritratto della felicità. E' nato a Napoli, fiero delle sue origini, ma ormai toscano di adozione anche nella parlata. Infatti abita a Cascina, sua moglie è di quelle parti. Diciassette minuti gli sono bastati per ribadire che la legge dell'ex non è un'invenzione giornalistica.  «Segnare il 3-0 per me è stata una grandissima soddisfazione. Non ho visto la palla che entrava perché ho tirato in scivolata e avevo il difensore davanti...A chi lo dedico? A mia moglie che fra un po' mi renderà di nuovo padre».  Un attimo, poi Biagio Pagano riprende la sua riflessione: «Io ho sempre dato tutto e i tifosi l'hanno apprezzato, loro guardano chi si impegna. Ero partito titolare col Sassuolo, a Novara e a Varese, tre partite in cui il Livorno non era andato bene. Ora per me comincia davvero un altro campionato. Mercoledì in Coppa Italia abbiamo dimostrato che qui ci sono ventiquattro giocatori tutti validi e tutti all'altezza: non vai a Bergamo a prendere a pallonate l'Atalanta - anche se ha schierato la seconda squadra - se non possiedi qualità importanti...Il cambio di marcia del Livorno delle ultime giornate è un dato evidente. Il segreto? Ora nei momenti di difficoltà riusciamo a tenere, a soffrire, a stare sempre ordinati in campo. A livello mentale siamo cresciuti tutti. Il mio era un problema di testa: a Bergamo mi sono sbloccato, questo gol da ex contro la Reggina mi ha dato ancora più fiducia».  Manuel Iori ha la maturità del leader. Aveva segnato col Cittadella, si è ripetuto ieri su rigore cambiando una vocale del suo cognome. «Stiamo lavorando tutti bene - dice il sarto amaranto - e vorrei fare un grande elogio alle punte; Cellerino e Dionisi si sono impegnati alla morte e sono stati fondamentali. Se cominciano a difendere loro per primi è un bel segnale per l'intera squadra. La riprova che questo gruppo è sano: nel Livorno non esistono titolari e riserve, ma tutti giocatori sullo stesso livello pronti a una sana concorrenza per meritarsi una maglia».  Anche Ahmed Barusso, 26 anni fra due mesi, ha gli occhi che brillano. «Il gol - dice il ghanese in prestito dalla Roma - lo dedico a mia madre Mauud: venerdì era il suo compleanno, ha compiuto 50 anni. L'ho sentita al telefono dopo la partita di Bergamo in Coppa Italia esternandole la mia felicità per aver giocato e lei mi ha detto "figlio mio, vai avanti". Nel Livorno c'è un clima sereno, e io sono tranquillo perché il momento prima o poi arriva per tutti. Rispetto a mercoledì contro l'Atalanta ho corso di meno. Dite che ho giocato bene? Grazie, ma posso fare anche di più. E stare a destra o a sinistra per me non è un problema. La squadra viene prima di tutto».  Gita a Modena. Il club Magnozzi organizza un pullman per Modena-Livorno di sabato 6 novembre. Telefono 0586 500131 (dopo le 18).  R.M.

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di Redazione web