Toscana
«Ho 20 giocatori, altro che 11...»
(al.ber.)
◗
TATTICO. Bepi Pillon mentre dà istruzioni ai suoi Pillon: tanti uomini decisivi e un bel cinismo
3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il re si siede al fianco degli alfieri. Bepi Pillon arriva in sala stampa scortato da Barusso e Iori. Ci sono le menti e il braccio armato di questa splendida vittoria. I gol, i cori della nord, il tuffo sotto la curva. Questa è una squadra che fa di tutto per meritarsi l'affetto del popolo amaranto. Un grande Livorno per un grande sabato. Mister, che vittoria... «Sono davvero felice. Era un gara difficile, il primo tempo lo ha confermato, ma siamo stati bravissimi ad aspettare i momenti giusti per piazzare le nostre zampate». E che zampate. «La nostra gente si è divertita, tra i ragazzi c'è entusiasmo. Dobbiamo tutti gustarci questo bel momento». Partiamo dall'inizio. Perché Luci a sinistra e Pagano in panchina? «Una scelta dettata dal tipo di avversario. Loro giocano col centrocampo a 5, non potevo permettermi due attaccanti e due esterni offensivi. Così ho preferito inserire Barusso in mezzo e spostare Luci a sinistra, sapendo che quest'ultimo mi avrebbe comunque dato una mano anche al centro». Luci a sinistra non è una novità. «No, lo avevo provato anche ad Ascoli. So quello che può darmi». Primo tempo senza acuti, ma il Livorno è rimasto compatto senza rischiare mai. «Esatto, e questa secondo me è una delle note più importanti di questa partita. I ragazzi hanno imparato a restare compatti anche quando le cose non vanno benissimo». Poi il diluvio amaranto. Sul primo gol bravissimo Cellerino a conquistarsi il rigore. Sta crescendo questo ragazzo. «In allenamento vedo che sta facendo sempre meglio. È arrivato diversi chili sovrappeso, adesso è dimagrito, anche a Bergamo ha giocato un'ottima partita. Mi è piaciuto, così come mi è piaciuto Danilevicius che è entrato con l'atteggiamento giusto regalando un ottimo assist a Pagano». A proposito di Pagano... «Ho spiegato la ragione per cui non è entrato all'inizio. Ma appena è andato in campo, ha fatto tutto alla perfezione. Il gol è stato il giusto premio per lui». Cellerino, Barusso e Pagano: protagonisti di questa vittoria tre giocatori in grande evidenza anche a Bergamo in Coppa. «E non è un caso. Questo è un gruppo di 20-23 giocatori, tutti devono solo aspettare il loro momento. Nessunp è una riserva». Rabbia Atzori. È un bravo allenatore Gianluca Atzori. Persona equilibrata, conoscitore del calcio, leale anche nei commenti. «La vittoria del Livorno è legittima. Ce l'ho con la mia squadra - commenta sbattendo i pugni sul tavolo - perché nel secondo tempo siamo rientrati in campo molli, senza cattiveria agonistica. Un disastro. Non lo posso accettare. Il rigore? Che ci fosse oppure no, il difensore è stato molto ingenuo. Peccato perché avevamo firmato una bella striscia positiva, e invece la chiudiamo con un 3-0 molto pesante».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
