Gioco
«Mi sento un nuovo Cellerino»
Alessandro Bernini
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24 ANNI. Gaston Cellerino, lo scorso 6 presenze e 1 gol in prestito al Celta Vigo L'argentino si apre: il gol di Bergamo, la fiducia di Pillon, gli errori del passato
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LIVORNO. Il primo gol lo aveva segnato il 21 marzo 2009 (Livorno-Ancona 2-3). Il primo e l'ultimo. Gaston Cellerino. Bentornato. «A chi lo dici... Non sai da quanto tempo aspettavo questo gol». Anche noi. «Purtroppo non è semplice trovare il ritmo della partita quando non giochi tanto. Con l'Atalanta ho avuto la possibilità di giocare 90 minuti ed è andata bene». È anche vero che non avevi sfruttato al meglio le altre chance avute... «È vero. E mi rendo che devo ancora migliorare tanto, sennò qui in Italia è dura». Una frase che ti fa onore. «Sento di essere cambiato, come uomo e come calciatore, rispetto al primo periodo passato in Italia. Ho ancora un contratto lungo con il Livorno e ci tengo a dimostrare qualcosa». Contratto fino a giugno 2013. «Esatto. Questo campionato più altri due. In estate era arrivata la proposta del Verona, in Prima Divisione. «Vero» Ma hai rifiutato. «Sì, non mi interessava andare in prestito. L'esperienza in Spagna è bastata. Mi era arrivata anche una proposta dal Sudamerica, ma ormai ho deciso che voglio restare a Livorno sino alla fine del contratto. E già da questa stagione mi piacerebbe dare una mano ai compagni». Pillon sembra stimarti più di altri allenatori passati da Livorno. «Lo ringrazio perché mi fa sentire importante. Con altri non era così». Però qualche volta lo hai fatto arrabbiare... «Ah sì? E quando?». Quando ti ha messo in campo nel finale per fare la boa in mezzo all'area, e tu sei andato in giro per il campo. «Quando entri negli ultimi 5', senti di avere più energie e magari per generosità vai a rincorrere anche avversari in zone dove non dovresti andare». Due domande cattive. «Ok, vai pure». La prima. Il presidente ha detto di averti pagato 2 milioni e 400mila euro. In base a questo parametro, capisci anche tu che fino ad oggi Cellerino deve essere considerato una delusione. «Il calcio è questo. Ma non sono io che faccio le valutazioni. Comunque so bene di aver fatto poco in questa avventura a Livorno». La seconda. Quell'incidente in auto, all'alba, tre giorni prima della finale playoff col Brescia. Com'è possibile? «È stato un mio grande errore. È passato un anno e mezzo, sento di essere cambiato come persona. Ero arrivato da poco in Italia, ho sbagliato e chiedo di nuovo scusa a tutti». Sei molto dimagrito. «Sì, adesso fisicamente sto bene». Spinelli ti ha elogiato, ora lui aspetta il primo timbro anche in campionato «Lo spero, ma è dura trovare spazio con attaccanti come Tavano e Dionisi». Gol di Bergamo dedicato a? «Mazzoni che è un grande amico, e Miglionico che mi è sempre stato vicino dal primo giorno che sono in Italia».
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