Il Tirreno

Livorno

Livorno 2 la vendetta, regia di Cellerino

dal nostro inviato Alessandro Bernini
<b>GIOIA. </b> Gaston Cellerino festeggiato dai compagni dopo il gol-partita
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GIOIA. Gaston Cellerino festeggiato dai compagni dopo il gol-partita

Le seconde linee domininano a Bergamo: un palo, due traverse e il gol dell'argentino

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 BERGAMO. Livorno/2, la vendetta. In quella Bergamo dove nel recento passato maglie amaranto nobili avevano rimediato figuracce storiche, ci pensano 11 ragazzi terribili a farci uscire di nuovo con orgoglio da questo stadio. Riserve di nome ma non di fatto.  Undici leoncini di cui soltanto uno (Pagano) potrà ruggire anche sabato in campionato. Gli altri torneranno a dividersi tra panchina e tribuna, ma adesso Pillon ha la certezza che potrà contare su di loro.  Al di là del gol di Cellerino a 2' dalla fine, il Livorno ha dato una dimostrazione di superiorità impressionante nei confronti dell'Atalanta, anch'essa imbottita di riserve ma che è rimasta impotente anche quando Colantuono ha provato ad alzare il ritmo gettando dentro Ruopolo. Un gol, due traverse e un palo per il Livorno, mezzo tiro in porta per l'Atalanta: queste non sono sensazioni opinabili, ma dati di fatto che nel calcio travolgono tutto.  Insomma, quel colpo di testa di Cellerino in extremis è stato solo il giusto riconoscimento di un dominio lungo 90'.  Bell'impatto. Questo Livorno-macedonia aveva comunque una logica a livello tattico. Solo Schiattarella terzino sinistro era una soluzione d'emergenza, anche se il ragazzo aveva già giocato in quella posizione ad Ancona. Gli altri erano tutti nel loro ruolo naturale, a partire da Pagano tornato finalmente sulla destra, passando per Knezevic al rientro da titolare, per finire con Cellerino prima punta a Danilevicius a girargli attorno.  E infatti l'impatto sul match è stato positivo, da squadra compatta nel suo rassicurante 4-4-2. Tant'è che nel primo tempo c'è stato solo Livorno. Dopo un tiro di Volpe finito di poco al lato, anche un episodio molto dubbio: al 35' Cellerino si è liberato di Peluso con un tunnel involandosi verso la porta, Peluso è tornato e lo ha strattonato per la maglia. Cartellino rosso? No, De Marco (quello del tuffo di Krasic) ha alzato solo un timido giallo, tra le inutili proteste di tutti gli amaranto.  Poi il primo squillo, un palo clamoroso di Danilevicius dopo che il lituano si era liberato alla grande di Peluso e Possenti.  Assalto e gol. Stesso copione anche nella ripresa. Palo di Barusso all'11' su punizione con tocco miracoloso di Frezzolini, traversa piena di Knezevic al 15' con un tiro secco in diagonale dall'interno dell'area, una pressione continua.  Il gol al 43'. Angolo di Prutsch, Cellerino tocca di nuca verso la porta, la palla sbatte sulla spalla di Ruopolo e finisce in rete. Giusto così. Anzi, giustissimo.  Avanti in Coppa. Adesso il Livorno passa al quarto turno, che poi sarebbero i sedicesimi, e affronta la vincente della sfida di stasera tra Bari e Torino. Se vince il Bari si gioca in trasferta, se vince il Toro si scenderà in campo al Picchi. Si gioca o giovedì 25 novembre o martedì 30 novembre, sempre con gara secca.  

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