Gioco
«Peccato per l'ansia di vincere»
dal nostro inviato
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DUBBIOSO. Bepi Pillon in panchina a Grosseto Da Pillon elogi alla squadra, «però gli ultimi 30'...»
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GROSSETO. Mentre lo stadio fatica a smaltire la rabbia Bepi Pillon arriva in sala stampa con il solito self control di uno che ne ha viste tante. «Mi resta il rammarico di non aver sfruttato l'occasione - dice il mister amaranto - e soprattutto di aver giocato meglio in undici contro undici. Dopo l'espulsione di Asante invece ci ha preso l'ansia di vincere, mentre dovevamo essere calmi, girare meglio la palla, aspettare per stanarli. Invece ci è mancato sempre l'ultimo passaggio. In parità numerica Dionisi a inizio secondo tempo ha avuto una palla importante, bastava incocciarla e lì cambiava tutto...». Poi il tecnico del Livorno torna a vedere il bicchiere mezzo pieno. «Abbiamo avuto l'approccio giusto, volitivo, non siamo mai andati in sofferenza. Se fossimo stati più cattivi sotto porta il risultato poteva cambiare. Comunque - se togliamo l'episodio di Novara - in trasferta abbiamo un percorso ottimo, e in serie B non è mai facile». Ciccio Tavano che si fa male durante il riscaldamento, a venti minuti dal via deve scaldarsi Danilevicius. «Purtroppo - continua Pillon - ha avvertito un problema all'adduttore e il medico mi ha consigliato di non farlo giocare per non correre il rischio di guai più seri. E' stata la soluzione più giusta». Trenta minuti con l'uomo in più, impossibile non tornare su quel particolare niente affatto secondario. «Bisognava girare la palla, costringere il Grosseto ad allargarsi, avere pazienza, saper aspettare il momento propizio per colpirli. Loro si sono stretti al centro e messi in nove dietro la linea della palla. E noi siamo caduti nella trappola della frenesia, non siamo stati lucidi nello sfruttare questa situazione di superiorità numerica». Anzi, il Grosseto ha costretto De Lucia a due interventi importanti. «E' vero - conferma il tecnico del fair play - però si trattava di calci di punizione». Il cambio di Schiattarella con Volpe anziché con Pagano. «In settimana - è ancora il pensiero di Pillon - l'avevo visto allenarsi bene. Con questa mossa volevo essere più offensivo, perché Volpe è bravo nell'uno contro uno, invece la mossa non ha portato frutti. Schiattarella aveva giocato bene, ma era stanco, quindi mi sembrava il momento giusto per inserire forze fresche». L'ultimo zero a zero del Livorno risaliva all'11 settembre, pareggio a reti bianche a Vicenza. «Ma non è un passo indietro - puntualizza l'uomo di Preganziol - perché fuori casa quando riesci a creare cinque-sei occasioni per andare in gol vuol dire che non sei andato affatto male. Ripeto: ci sono mancati l'ultimo passaggio e più cattiveria sotto porta». Alla fine non poteva mancare l'opinione del tecnico amaranto sui due rigori reclamati dal Grosseto: «Ma quali rigori - e mentre risponde agita la mano - se sono rigori quelli allora gli arbitri dovrebbero fischiarne dieci a partita. L'abbraccio Perticone-Freddi? In area di situazioni così ne succedono tante in ogni partita». R.M.
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