Il Tirreno

Livorno

Stadio blindato e stop agli alcolici

<b>FORFAIT. </b> Mirko Pieri, grossetano doc Accanto i tifosi amaranto
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FORFAIT. Mirko Pieri, grossetano doc Accanto i tifosi amaranto

La Questura si prepara: entra solo chi ha la tessera del tifoso

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 GROSSETO. Città blindata per il derby Grosseto-Livorno: 200 agenti a presidiare la zona d'accesso allo stadio, strade chiuse e divieto di vendita e somministrazione di alcolici tra mezzogiorno e le 20. Sono alcune delle misure per evitare che domani si ripetano gli scontri avvenuti allo stadio Zecchini due anni fa in occasione delle semifinali playoff.  In Maremma sono attesi tra i duecento e i trecento tifosi amaranto. «L'osservatorio - spiega il questore Michele Laratta - ha deciso di far assistere alla partita soltanto i supporter ospiti con la tessera del tifoso. L'appello che lanciamo agli amaranto è quello di non mettersi in viaggio senza biglietto».  Pieri. Uno stiramento contro il Varese ha tolto al derby di domani allo Zecchini tra Livorno e Grosseto, l'avversario più atteso, Mirko Pieri. Quella del trentaduenne originario del Casotto Pescatori è stata una bella favola: partito dalle giovanili del Grosseto, il fluidificante di sinistra ha disputato quattro stagioni con il Grifone tra i dilettanti, prima di spiccare direttamente il volo con la maglia di un altro grifone, quello perugino. Mirko fu ceduto per cinquanta milioni di lire nel luglio 2000 dal presidente unionista Franco Maria Moretti al patron degli umbri Luciano Gaucci, proprio nelle ore in cui nella vita dell'Us Grosseto entrava il Comandante Piero Camilli. Quella del vulcanico presidente del Perugia fu un'intuizione geniale: Serse Cosmi comprese subito le potenzialità del ragazzo maremmano e lo gettò nella mischia, facendo salire alle stelle le quotazioni del cartellino, che già alla fine di quel 2000 valeva dieci miliardi del vecchio conio. Dall'addio alla Maremma Mirko Pieri ne ha fatti di chilomenti su e giù per la fascia sinistra a dispensare palloni ai compagni. Dopo Perugia, infatti, ha fatto la fortuna di Udinese, Sampdoria ed adesso del Livorno, che ha seguito quest'anno nella serie Bwin. Complessivamente dieci stagioni in serie A con 233 partite giocate (ma un solo gol, nel maggio 2006 al Treviso con la maglia dell'Udinese), dopo le 91 presenze collezionate con la squadra della sua città. L'ultima apparizione di Pieri allo «Zecchini» risale al 17 agosto 2000: Mirko giocò con la maglia del Perugia in un'amichevole decisa dalla tripletta di Bucchi. Da allora gli sportivi grossetani si sono dovuti accontentare di seguire il loro beniamino sulle cronache della serie A. Pieri di strada ne ha fatta e ne avrebbe potuta fare ancora di più: in questi anni si era parlato di un interessamento dell'Inter e più volte è arrivato vicino alla chiamata in nazionale. Quest'anno il buon Mirko si è rimesso in gioco, ripartendo da una categoria nuova per lui che aveva fatto un salto quadruplo dalla serie D alla serie A. Nelle prime gare la sua spinta è stata determinante per la crescita del Livorno, ma nel primo tempo della partita infrasettimanale con il Varese è stato costretto a tornare ai box per uno stiramento al flessore destro, che lo ha già costretto a saltare il duello a distanza con un altro ex biancorosso, Agostino Garofalo e che lo terrà lontano dal derby di domani sera. Un vero peccato, perché gli sportivi avrebbero riabbracciato volentieri uno dei campioni usciti dal vivaio biancorosso.  Tomas c'è. In campo, o almeno in panchina, visto che ha giocato finora quattro gare, con un gol, ci sarà invece un altro ex, il lituano Danilevicius, che con le sue nove reti (una anche a Narciso) dal gennaio al maggio 2008 contribuì alla tranquilla salvezza del Grosseto guidato da Stefano Pioli.

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di Redazione web