Gioco
Il caso. Giusti e Forti hanno convocato nella sede Libertas tutte le persone legate a quegli anni doro
Abdul Jeelani, sabato un incontro per aiutarlo
re.mar.
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56 ANNI. Abdul Jeelani è a Racine, ospite di un istituto per homeless 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Abdul Jeelani ha chiesto aiuto e il tam tam in casa Libertas ha cominciato a suonare. Massimo Giusti e Andrea Forti hanno preso di petto la situazione e vogliono fare qualcosa di concreto. Il capitano di quegli anni di serie A1 e la "pantera rosa" si sono già messi in contatto con il direttore esecutivo di Halo, l'istituto di Racine (Michigan) dove la mano di Maometto è ospite per seguire un percorso di riabilitazione e ora intendono smuovere chi ha vissuto da protagonista quei pezzi di storia del basket in via Allende durante il periodo magico di Abdul a Livorno. Per questo motivo sabato 23 ottobre alle ore 11 hanno convocato nella sala riunioni della Libertas, in via Pera, tutti quelli che possono fare qualcosa di concreto per aiutare Jeelani a uscire dal tunnel e a ritornare a una vita normale. Kevin Cookman, il responsabile della Halo, in una e-mail inviata in Italia, ha precisato che non ci sono più problemi legali e che la mano di Maometto può riottenere il passaporto e venire qua. Una bella notizia. Inoltre, nella sua lettera, ha scritto testualmente: «La più grande speranza di Abdul Jeelani è trovare un lavoro nell'ambito del basket. L'ho visto con gli altri uomini e i ragazzi di Halo e penso che sarebbe un insegnante molto buono e un grande motivatore, qualità da utilizzare nel coaching o nell'area sviluppo dei giovani. Noi sentiamo che è pronto per andare fuori a lavorare ed essere di nuovo indipendente, ma per ora negli Stati Uniti non ci sono molte opportunità». Un concetto chiaro: Jeelani è in grado di riprendere una vita normale, può salire su un aereo e cercare casa altrove, però serve un'occasione. Livorno, dove ha giocato dal 1981 al 1985, gli potrebbe dare questa chance in palestra, magari abbinandola a un lavoro part time. Massimo Giusti e Andrea Forti nella riunione convocata per sabato prossimo in via Pera (il presidente Pardini e il giemme Guidi si sono detti entusiasti) vogliono tastare il polso a tutti quelli che Abdul ha fatto sognare quando era un ballerino del parquet: dirigenti, tifosi, amici dell'epoca. E verificare se questa città ha davvero il cuore d'oro che le si accredita. Il capitano e la "pantera rosa" hanno già cominciato un giro di telefonate dando a tutti l'appuntamento per sabato mattina in via Pera. Vedremo chi risponderà all'appello.
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