Gioco
La Livorno che si prende a pugni
Mario Orsini
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TRADIZIONE. Tancredi Gioia dellApl Gioia (Apl): «Numeri esaltanti, la boxe sta entrando anche a scuola»
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LIVORNO. Il boom del pugilato livornese. A livello agonistico, ludico e amatoriale. Basta guardarsi intorno. Palestre piene e sacconi penzolanti, sempre in movimento, da tutte le parti. A fare da traino i successi tricolori e internazionali di Luca Tassi, Lenny Bottai e Floriano Pagliara a dare continuità. l'ultima ciliegina tricolore di Giada Landi. Una ragazzina brava a prendere a pugni anche pregiudizi e ipocrisie. A fare il punto della situazione Tancredi Gioia, quasi sessant'anni, originario di Torre del Greco, trapiantato a Livorno da sempre. Ex pugile e attuale presidente provinciale e vice presidente regionale della federazione (Fpi) nonché responsabile della gloriosa Apl, acronimo di associazione pugilistica livornese: «La mamma del pugilato labronico e un bel pezzo di storia di quello nazionale». Insomma l'uomo giusto, al posto giusto. Contento signor Tancredi? «Felicissimo dell'attualità e delle prospettive a medio e lungo periodo del nostro grande sport». I meriti? «Di tutti. Di chi ama il pugilato. Di chi ha capito, e sono sempre di più, che è bello, pulito, leale, formativo, socializzante ed educativo come pochi altri. Capace di fortificare fisicamente, di dare armonia ai movimenti e regalare autostima. Proprio in questi giorni in città iniziamo una campagna promozionale, nelle scuole cittadine dell'obbligo, per promuoverlo ulteriormente». I numeri? «Interessanti, sarei tentato di dire quasi esaltanti». Perchè? «In tutta la provincia abbiamo otto scuole di pugilato, una settantina di pugili agonisti, tanti bambini che hanno partecipato ai giochi della gioventù e più di mezzo migliaio di amatori. Mi dica lei se non dobbiamo essere contenti». Quali sono le società pugilistiche? «Ne abbiamo quattro a Livorno: la nostra Apl, la Fortitude di Lenny Bottai, la Boxe Livorno della famiglia Tassi e la pugilistica dell'Accademia dello Sport. Due a Cecina: l'Uppercut Cecina Boxe Team e la Boxe Cecina Palazzaccio. Una a Piombino: la Boxe Piombinese. Una all'Elba: la Pugilistica Elbana». A livello regionale come siete messi? «Benissimo. Numericamente a farci maggiore concorrenza è solamente Firenze ma il loro bacino d'utenza è molto maggiore del nostro». Felice del successo tricolore di Giada Landi? «Felicissimo al quadrato. Giada l'ho vista crescere e, quando viene a Livorno, si allena con il babbo Alessandro, nostro maestro qui all'Apl. Inoltre è un bel biglietto promozionale per il pugilato al femminile, e lo sarà ancora di più se, come spero e merita, andrà alle Olimpiadi di Londra». Tanta attualità? «Il pugilato è uno sport a tutto tondo se insegnato da persone responsabili e competenti. Va bene per il bambino di sei e per il nonno d'ottanta. L'esempio più interessante sono i nostri due, ancora attivissimi, super maestri: Franco Nenci e Luigi Tassi, oltre 150 anni in due, recentemente premiati ad Assisi dalla federazione». Anche come organizzatori vi state dando molto da fare? «Certamente. Non è facile mettere in piedi una riunione ci vogliono idee e sponsor. Però è la strada giusta per dare soddisfazione ai nostri ragazzi che vogliono salire sul ring di fronte ai loro parenti e amici e amiche». Anche donne sul ring? «Sì, il loro numero è in crescita. Inoltre sono più serie e responsabili dei maschietti». Cosa vuol dire? «Se in una riunione prevedi di allestire quattro match al femminile basta contattare otto ragazze e sei tranquillo. Se invece ipotizzi di allestire cinque incontri al maschile devi mettere in allerta almeno trenta pugili, perché alla vigilia i forfait sono all'ordine del giorno».
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