Il Tirreno

Livorno

«Visto? Non abbiamo mollato»

dall'inviato
<b>GRINTA. </b>Bepi Pillon in panchina a Varese
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GRINTA. Bepi Pillon in panchina a Varese

Pillon: un motivo in più per applaudire i ragazzi

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 LIVORNO. Non c'era più tutta una vita davanti. C'era solo un minuto, più scampoli di recupero. «E lì abbiamo colpito», scandisce secco Bepi Pillon, orgoglioso di questo colpo di coda.  Dica la verità mister, forse non ci credeva più neanche lei...  «In 10 contro 11 in effetti sembrava dura. Ma è un motivo in più per applaudire questi ragazzi che ci hanno creduto sino alla fine, senza mollare di un centimetro».  Per la prima volta il Livorno va sotto ma non crolla.  «Vero, e questo è il segnale di crescita che più mi rende fiero. Ne avevo parlato a lungo in settimana con i ragazzii, ci stava di trovarsi sotto perché il Varese è squadra molto aggressiva e gioca sempre dei grandi primi tempi. Però non dovevamo sbracare, bisognava restare a galla per poi magari piazzare la zampata alla prima occasione».  Ha segnato Lambrughi, il migliore in campo.  «Ha giocato una grande partita, e non è la prima. Questo è un ragazzo che sta crescendo tanto, ha tenuto il campo in modo perfetto sia da centrale che da terzino. Se resta calmo, umile e lavora sodo, può diventare un grande giocatore».  Male il primo tempo, molto male.  «Siamo rimasti molli, abbiamo subito la pressione del Varese senza riuscire mai a imporre il nostro gioco».  Anche perché in attacco si faceva fatica a tenere anche mezzo pallone, e il possesso palla era sempre del Varese.  «Abbiamo pagato la loro aggressività, non riuscivamo mai a uscire dalla rete».  Poi nella ripresa...  «Beh, non che abbiamo spaccato il mondo, ma la partita è diventata equilibrata. Abbiamo provato a spingere di più, è arrivata l'occasione e l'abbiamo sfruttata».  Ha provato il turnover.  «Lo dovevo fare, consapevole che in caso di sconfitta mi sarebbero comunque piovute delle critiche addosso».  Cioè?  «Se facevo turnover, qualcuno avrebbe detto che era assurdo cambiare una squadra che aveva vinto. Se non lo facevo, allora magari mi imputavano di aver spremuto i soliti uomini».  Ma lei che valutazione dà al suo turnover?  «Positiva. Barusso e Pagano hanno dato il loro apporto, così come Danilevicius finchè è stato in campo. Ho 23 giocatori, tutti saranno determinanti. Non mi posso permettere di perderne qualcuno».  Rabbia Sannino. Sull'altro fronte il povero Sannino scuote la testa. «Sapete cosa mi fa rabbia? Che adesso siamo qui a parlare pieni di amarezza, come se avessimo perso. Mettiamo un punto in classifica ma per i ragazzi e per i tifosi è quasi una sconfitta. Dispiace, produciamo tanto, fatichiamo tanto, poi però raccogliamo poco». Poi un riferimento alle parole di Pillon: «Ho sentito i suoi elogi, ha apprezzato la nostra aggressività in tutto il campo. Ecco, forse questa grande pressione ci ha fatto perdere un po' di lucidità nel finale». E meno male. (al.ber.)

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