Gioco
Il Livorno abbatte fortino e Cittadella
Alessandro Bernini
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IL RITORNO. Lesultanza di Tavano dopo la rete del 2-0: lattaccante amaranto non segnava al Picchi dal 28 marzo Vicino a lui ci sono Dionisi, Schiattarella e Lambrughi Non vinceva in casa dal 25 aprile: decisivo Perticone, rinasce anche Tavano
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LIVORNO. Strana sensazione uscire dallo stadio col sorriso. Strana e piacevole. Non accadeva da 167 giorni, da quando il Livorno in A superò 2-1 il Catania. Era il 25 aprile. Da una Liberazione con la maiuscola, a una liberazione con la minuscola. La vittoria col Cittadella è figlia di due episodi. Il primo: minuto 36 del primo tempo, Dionisi parte in contropiede, Dalla Bona (già ammonito) lo falcia, il rosso è inevitabile. Il secondo: al 45' angolo di Tavano, spizzica di testa Miglionico, da dietro arriva Perticone che di destro firma il vantaggio amaranto. Partita al capolinea: 1-0 e in 11 contro 10, stavolta il successo non può sfuggire. E infatti finisce 3-0 (Tavano a inizio ripresa, Iori al 26' gli altri marcatori), a dimostrazione che il Livorno, se vince, quasi sempre disintegra gli avversari. Questa è la seconda vittoria consecutiva, non era mai accaduto da inizio stagione: speriamo sia un segnale di continuità, intanto con 6 punti in più in classifica si vive decisamente meglio perché la zona playoff non è più un puntino all'orizzonte. Tutto bene dunque. Anche perché ha ritrovato il gol pure Ciccio Tavano, il giocatore più discusso: in casa non segnava dal 28 marzo, Livorno-Bari 1-1, in questo lungo periodo si era intristito e ingrigito, adesso la speranza è che si sia sbloccato: può piacere o non piacere il suo modo di giocare, il suo atteggiamento, ma senza i suoi gol sarà dura lottare per il vertice. Stavolta ne ha firmato uno splendido, sfruttando l'assist di Dionisi (non brillante come altro volte, ma sempre decisivo) e bevendosi un paio di avversari più il portiere. Fa piacere che abbia segnato pure Romano Perticone. In settimana aveva parlato da leader, ha sbloccato la partita spianando la strada al Livorno. Il 3-0 di Iori invece è stato un gol fortunoso (deviazione e palla che si impenna) ma voluto, anche se poi da buon ex non ha esultato. Qualche ombra? Sì, c'è stata, nel primo tempo. Quando il Livorno non riusciva a sbloccare la situazione. Poco movimento senza palla, difficoltà ad attaccare la difesa schierata del Cittadella, centrocampo talvolta in minoranza. Problemi già emersi contro il Portogruaro, che sembrano saltar fuori di solito quando il Livorno deve fare la partita. Poi, come detto, espulsione e gol nel giro di 9' hanno cambiato la prospettiva della partita. A quel punto Luci è diventato padrone in mezzo al campo, Miglionico e Lambrughi hanno messo il lucchetto alla difesa, De Lucia si è rilassato. Adesso può iniziare una nuova vita per il Livorno. Questa squadra a livello tecnico è da primi quattro posti, deve dimostrare di esserlo anche come testa e cattiveria. Intanto però qualche fantasma è stato scacciato. E non è poco.
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