Sicurezza
«Finalmente! Scacciata la paura»
(al.ber.)
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CARICO. Pillon mentre protesta con il quarto uomo La gioia di Pillon: felice per gli applausi a Ciccio e Pieri
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LIVORNO. Non sta nella pelle Bepi Pillon. Arriva in sala stampa con la stessa velocità di quando Surraco scatta sulla fascia. È felice. «Sì, sono felice. E adesso ve lo posso anche confidare: alla vigilia ero preoccupato». Ci spiega anche il perchè? «Questa storia di non vincere in casa, stava diventando una zavorra. Finisci per convincerti che qualcosa non va, ti assale la paura». E invece... «Invece incassiamo tre punti d'oro e per certi versi iniziamo la stagione da qui». Abbiamo trovato il vero Livorno? «Siamo sulla strada buona, ma aspetto. Prima voglio vedere la partita di mercoledì a Varese e quella di sabato col Torino. Adesso che sappiamo come si fa a vincere, serve la continuità». Fin quando il Cittadella è rimasto in 11, si faticava a trovare spazi. «È vero. Giravamo palla ma mancava l'ultimo passaggio e un po' di profondità. C'era la frenesia di segnare che ti assale appunto quando hai troppa voglia di fare. Poi c'è anche un ostacolo tattico». Ovvero? «Con Dionisi e Tavano c'è bisogno di tenere sempre la palla a terra, e a volte il fraseggio non è semplice». Poi ci ha pensato Perticone. «Lo ripetevo sempre ai ragazzi: cerchiamo di sfruttare i calci piazzati. È la prima volta che ci riusciamo». In casa si è sbloccato anche Tavano. «È in crescita, l'avevo già visto ad Ascoli. Ha segnato un grande gol, come se ne vedono pochi in B, confermando che Ciccio può dare tantissimo al Livorno». A proposito di giocatori e di ambiente. Pieri ha ritrovato gli applausi di Livorno. «È vero, ed è una bella notizia. Perché Pieri è un giocatore esperto, di cui abbiamo bisogno. Sono davvero felice che la gente lo abbia incoraggiato, è un ragazzo che lo merita». Parliamo della difesa. Con questi quattro pensa di aver trovato la quadratura del cerchio? «Lambrughino (lo chiama così, ndr) è stato bravo, così come Miglionico. Ma non voglio parlare di titolari e riserve, giocatori come Knezevic o Salviato possono dare un pari contributo. L'abbondanza non mi spaventa, anzi, mi fa felice». Poche squadre possono permettersi di tenere in panchina uno come Pagano... «È un giocatore di grandi qualità. Non gioca non per demerito ma per una mia scelta che ogni volta è sempre difficile. Ma verrà il suo momento, questo è sicuro». Barusso è entrato bello carico. «Già, ha voglia di fare, ha una grande forza fisica, deve solo trovare la migliore condizione atletica». Perché, sul 2-0 e con una partita da giocare mercoledì, non ha subito cambiato qualche titolare? «Perché non mi fidavo. Ne ho viste tante in vita mia, sul 2-0 una partita non è mai chiusa anche se sei con l'uomo in più». A Varese farà turnover? «Giuro, non ci ho ancora pensato. Volevo solo vincere col Cittadella».
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