Gioco
La retroguardia a quattro non si tocca, gli uomini invece sì
Che tourbillon in difesa: è cambiata sette volte su otto
Fabrizio Pucci
◗
MURO. Martin Miglionico 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Dopo un mese e mezzo di campionato un dato salta agli occhi: la difesa è il reparto che più di altri è stato martoriato da infortuni e squalifiche al punto da aver costretto Pillon a utilizzare tutti i componenti il reparto tranne il giovane Bencivenga. Difesa intercambiabile. Il dato è quasi incredibile: domani il baffo più famoso di Preganziol proporrà per la settima volta su otto giornate uno schieramento difensivo nuovo di zecca. Insomma là dietro l'unica cosa certa è che ogni settimana giocano in quattro. Ma il rebus più complicato è sapere chi scende in campo. In principio fu Pieri. La prima giornata fu scioccante. Quattro pappine incassate all'Ardenza con il Sassuolo e una prestazione imbarazzante. Quella notte d'agosto la difesa, da destra a sinistra era stata disegnata così: Salviato, Perticone, Knezevic, Pieri. Proprio l'esterno sinistro grossetano pagò la serataccia e la settimana successiva a Bergamo con l'AlbinoLeffe finì in panchina per il primo turnover stagionale lasciando il posto a Lambughi. Proprio l'ex virgiliano è l'unico a non essere più uscito da quel giorno. L'eccezione. La partita con il Siena è destinata (per il momento) a rimanere nella piccola sotira di questo segmento di campionato perché è stata l'unica volta in cui Pillon non ha messo le mani sulla retroguardia, confermata in blocco dopo il blitz bergamasco. Così contro i bianconeri di Conte scesero in campo Salviato, Perticone, Knezevic e Lambrughi. Fuori Knezevic. A Vicenza ecco un altro cambio. Nei giorni che precedono il viaggio in terra veneta si blocca il croato cosicché Pillon fa debuttare dal primo minuto Bernardini, sistemato al centro del reparto. Il ragazzone ex Varese se la cava ottimamente e il Livorno di fronte ai biancorossi non va mai in sofferenza. Tuttavia il desiderio di confermare i quattro del 'Menti' nel match casalingo con il Portogruaro muore a una manciata di minuti dalla fine quando viene espulso Salviato, fin lì inamovibile. Emergenza. Contro la matricola di Viviani la difesa è decimata. Alla squalifica di Salviato e all'infortunio di Knezevic si aggiunge lo stop di Bernardini. Così Pillon sposta Perticone sulla destra, rilancia Miglionico dall'inizio dopo otto mesi e mezzo e concede la chance del debutto a Di Bella. La partita è deprimente, ma almeno De Lucia non subisce gol. Grandinata novarese. Altro giro, altra difesa. A Novara torna Salviato, ma finisce precauzionalmente in panchina Miglionico che dopo l'infortunio avrebbe rischiato l'incolumità sul campo sintetico. C'è la conferma di Di Bella. Ma al 'Piola' c'è la goleada degli azzurri: un sabato da dimenticare anche perché viene pure espulso Perticone. Il cerchio si chiude. Ad Ascoli l'ultimo atto. Pieri, che fu il primo escluso, torna titolare sulla corsia sinistra. La sorpresa è la posizione da centrale di Lambrughi in coppia con Miglionico. Salviato è regolarmente sulla destra. Proprio lui domani dovrebbe accomodarsi in panchina per lasciare il posto a Perticone con la conferma in mezzo di Miglionico e Lambrughi e di Pieri dall'altra parte. Le cifre. Dieci gol incassati in sette giornate. Ma 7 sono stati presi in mezz'ora nelle gragnuole con Sassuolo e Novara. Nei restanti 600 minuti sono stati tre i dispiaceri per De Lucia. Se la fase difensiva viene migliorata, questa squadra può andare lontano. Perché Pillon ha dimostrato che più degli uomini, conta il modulo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
