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Livorno

Basket senza frontiere Il metodo Calamai parte anche a Livorno

Renzo Marmugi
<b>INCONTRO.</b> Calamai (di spalle) mentre illustra il suo corso di basket e disabilit&agrave; mentale
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INCONTRO. Calamai (di spalle) mentre illustra il suo corso di basket e disabilità mentale

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 LIVORNO. «Con Livorno nel 1994 si era interrotto un filo. Ora sono contento perché quel filo posso riprenderlo in mano». Marco Calamai, scottato dall'esperienza della fidejussione falsa che cancellò il basket amaranto dal campionato, decise in quell'anno di salutare il mondo marcio dei professionisti per dedicarsi a qualcosa che gli stava crescendo dentro. Sempre allenatore, ma cambiando squadre e giocatori. E di lì a poco nacque l'idea di fare basket integrato, mischiando disabili mentali e normodotati. Un pioniere che quindici anni dopo si ritrova uomo realizzato e felice per una scelta di vita che non ingrassa il conto in banca però ti regala gioia quotidiana, emozioni, consensi. Con venti centri in Italia che ormai seguono il suo metodo.  Il prossimo porto del coach laureato in filosofia sarà Livorno. «Dove ho trovato un'attenzione al sociale che in altre città si sognano», dice Marco Calamai. Rimasto profondamente colpito dall'incontro svoltosi giovedì pomeriggio in Comune. L'assessore allo sport Claudio Ritorni, il dirigente Fabio Canaccini, il neuropsichiatra dottor Malotti in rappresentanza dell'Asl, l'assistente sociale Isabella Vallati e poi enti di promozione, società di basket (Mauro Volpi per la Libertas, Fabio Poggianti per il Don Bosco, Gigio Marzini della Pielle, mentre Maurizio Vortici del Meloria ha telefonato per dire che anche lui ci stava), il presidente della Fip provinciale Renato Graziani, comunità e associazioni che si occupano di sport e disabilità mentale. «E' stata veramente una cosa unica rispetto alle altre venti realtà che lavorano in Italia col mio metodo - sottolinea -. Una riunione operativa, molto concreta, però anche con un grande trasporto passionale. Segno che l'amministrazione comunale in città aveva preparato bene il terreno coinvolgendo tutti i soggetti interessati al progetto basket integrato. Devo dire che a Livorno ho trovato un'accoglienza super, e certe cose le senti subito, a pelle. Lo stesso saluto del sindaco, che non nascosto la crisi e i tagli, sottolineando però "che su certe cose noi dobbiamo esserci", lo ritengo un segnale importante. Ho percepito una condivisione forte, penso che avremo problemi di abbondanza, a tutti i livelli: allenatori, disabili, giocatori normodotati che si mischiano a loro».  Il progetto, insomma, è partito. Anche se l'ingresso ufficiale di Livorno nel circuito delle città che promuovono il basket integrato avverrà martedì 19 ottobre (sala consiliare del Comune, ore 17), quando Marco Calamai illustrerà il suo metodo con l'ausilio di immagini e dvd a una platea allargata: associazioni, famiglie, genitori, ragazzi, società sportive e tutti quelli che vorranno saperne di più.  Due ore la settimana, a partire da martedì 26 ottobre. Con un'idea di massima, da verificare una volta arrivati sul campo (all'inizio la palestra Tesei, anche se la Libertas ha offerto di ospitare il corso nei propri spazi). «Non ho messo limiti di età», dice Calamai. Disposto ad accogliere in palestra tutti. «Sicuramente faremo un corso adulti, dai 18 ai 99 anni, mentre al di sotto non c'è uno sbarramento. Vediamo, una volta in palestra, da chi sarà rappresentato il grosso dei partecipanti. Il primo anno di corso, comunque, deve servire da esempio sia per i formatori che per le famiglie.  L'assessore Claudio Ritorni è entusiasta. «Al basket integrato secondo Calamai abbiamo creduto da subito - dice - e vorremmo che l'avviamento del progetto, il primo anno, fosse a carico del servizio pubblico. Secondo noi è un passaggio di civiltà ancora prima che di sport, un interesse collettivo e non soltanto delle associazioni disabili, dei ragazzi e delle loro famiglie. Perché queste sono esperienze che arricchiscono tutti, uno scambio di emozioni, una gioia anche per gli operatori, i volontari e chiunque andrà sul parquet per allenare insieme a Marco Calamai questi giocatori speciali».

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